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Olbia, la rinascita delle società sportive

di Alessandro Pirina
Olbia, la rinascita delle società sportive

Dall’Hermaea nel volley al Terranova nel tennis, tutte le storie delle squadre che si sono risollevate dopo l’alluvione

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OLBIA. La città che è riuscita a risollevarsi ha anche il volto dello sport. Un anno fa il ciclone Cleopatra devastò campi da calcio, strutture e impianti. Dal Nespoli al PalaDeiana, ai campi in terra rossa del Fausto Noce, l’onda di acqua e fango travolse tutto. Ieri quello stesso mondo dello sport, a un anno esatto dal tragico 18 novembre, si è ritrovato nella palestra del liceo scientifico Mossa.

Atleti, allenatori e dirigenti hanno tutti ricordato quei terribili momenti, ma hanno anche tutti voluto mettere l’accento su quella grande onda di solidarietà che ha caratterizzato il post alluvione. Una gara solidale che la società di pallavolo Hermaea ha voluto omaggiare, ribattezzandosi come Angeli del fango. L’anno scorso, per tutto il campionato, le pallavoliste olbiesi, oggi in A2, hanno girato l’Italia nel nome dei tantissimi volontari che dal 19 novembre si riversarono sulle strade del fango per dare una mano alla città in ginocchio. «Io sono uno dei tanti alluvionati – racconta il presidente Gianni Sarti –. In quei giorni a casa mia vennero tante persone che neanche conoscevo e aiutarono la mia famiglia a spalare il fango. E’ lì che ci è venuta l’idea di chiamare la squadra con il loro nome. Angeli del fango». «Con questo nome volevamo far conoscere il dramma di Olbia anche oltre Tirreno – aggiunge il capitano Giorgia Baldelli –. Volevamo fare in modo che arrivasse in città il maggior di numero di aiuti». Oggi l’Hermaea è ritornata all’antico nome, ma non vuole dimenticare l’esercito di volontari che hanno aiutato Olbia a ricominciare. «Quest’anno non ci chiamiamo più così per ragioni di sponsor – conclude Sarti –, ma non vogliamo che questo nome sparisca. E per questo stiamo pensando a una fondazione, un premio o una ricorrenza che possa tenere vivi gli Angeli del fango».

All’evento di ieri, firmato dai giornalisti di #18undici e da Sardegna ChiAma, hanno preso parte anche tutte le altre società colpite dal ciclone. Come i tennisti del Circolo Terranova, i cui campi del Fausto Noce sono stati spazzati via dal fiume di fango: per mesi sono stati ospitati dal Geovillage e dal circolo di Arzachena e solo in primavera sono potuti tornare a casa. Come anche la Pallavolo Olbia, che ha trovato rifugio a Golfo Aranci e solo un mese fa ha potuto rimettere piede al PalaDeiana. Alla serata non sono mancati i calciatori dell’Olbia, che hanno ricordato la devastazione del Nespoli, la distruzione di quella che è la loro casa, ma anche il derby con la Torres nel nome della solidarietà.

Nella palestra dello scientifico, dunque, è andata in scena la festa dello sport olbiese che si è risollevato, ma a pochi metri di distanza, nella palestra del vicino liceo classico, i segni del 18 novembre sono ancora molto evidenti. Come se il ciclone fosse passato poche ore prima. «Attendevamo da 5 anni gli interventi di ristrutturazione, ma poi l'alluvione ha dato il colpo di grazia - spiega la dirigente Elisa Mantovani -. Oggi l'educazione fisica si svolge più a livello teorico che pratico. Solo se c'è bel tempo i ragazzi vanno al parco con l'insegnante. Purtroppo la situazione è questa, ma mi è stato assicurato che a breve sarà dato l'appalto per i lavori e la palestra potrà tornare a vivere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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