Un ovale da far quadrare per Alghero e Capoterra
I due team isolani dopo la retrocessione vogliono tornare nella A di rugby L’obiettivo sono i playoff, da raggiungere attraverso la crescita dei giovani
CAGLIARI. Con il campionato fermo per gli impegni della Nazionale, è tempo di primi bilanci per le due formazioni isolane impegnate nella serie B di rugby.
Dopo sei gare entrambe sono a centro classifica, 16 punti il Capoterra e 15 l’Alghero. Per entrambi i XV, reduci dalla cocente retrocessione di qualche mese fa, questo dovrebbe essere la stagione della svolta e della riscossa, anche se le difficoltà sono state tante e la formula del torneo non è delle più semplici. Al termine della prima fase, infatti, le prime tre di ciascun girone parteciperanno a due ulteriori gironi (pool promozione) da sei squadre, con gare di andata e ritorno, mentre le classifcate dal quarto al sesto posto accedono alla pool retrocessione. Le prime due delle rispettive pool promozione vanno ai playoff promozione, retrocedono in C le quinte e le seste delle due pool retrocessione.
All’indomani dei fasti della serie A, i team sardi hanno cercato di non abbattersi, puntando subito in alto. In casa Alghero la ricostruzione è iniziata dal settore giovanile, con l’accordo tecnico federale raggiunto con l’Alguerugby, società del presidente Giovanni Delrio, che con i suoi ragazzi ha disputato i campionati regionali in varie categorie. Le due realtà della palla ovale algherese stanno così lavorando insieme per la crescita e il rilancio di tutti i settori giovanili. E a sposare questo progetto è stato fin da subito Marco Anversa che si sta cimentando nella duplice veste di allenatore-giocatore. Per l’apertura di Viadana, che vanta trascorsi importanti nella massima serie e in Nazionale, un ritorno in casa giallonera, dopo le due stagioni a Capoterra, dove ha ottenuto per due stagioni di fila il titolo di miglior marcatore della A2.
“Siamo forti e un bel gruppo, dobbiamo continuare così – ha dichiarato Anversa in più occasioni- Sono soddisfatto per quanto ho visto finora. In due-tre anni, io e la società speriamo e vogliamo affacciarci al rugby di alto livello. Per questo c'è bisogno dell'esperienza dei veterani, unita all'apporto dei giovani ».
Anche per l’Amatori Capoterra la scommessa parte dal vivaio, ma in queste prime gare ha dovuto fare i conti con una lunga serie di infortuni che hanno condizionato le scelte di Juan Manuel Queirolo. La sosta è stata salutata con favore dai giallorossi, in costente crescita e convinti che presto i giovani saranno la loro arma decisiva.
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