Jack Devecchi: «Il contraccolpo della coppa si è fatto sentire»
SASSARI. «Non abbiamo certamente giocato una buona partita, in certi momenti siamo stati un po’ bruttini. L’importante però è essere ripartiti dopo la sconfitta di venerdì: temevamo molto il...
SASSARI. «Non abbiamo certamente giocato una buona partita, in certi momenti siamo stati un po’ bruttini. L’importante però è essere ripartiti dopo la sconfitta di venerdì: temevamo molto il contraccolpo».
Jack Devecchi si mette in tasca la vittoria contro Avellino, che cancella in parte la delusione del ko contro Novgorod e permette ai sassaresi di tornare in testa insieme a Grissin Bon Reggio Emilia e Umana Reyer Venezia. «È stata una gara bruttina – dice l’esterno biancoblù –, nel primo tempo abbiamo avuto non poche difficoltà. A volte sembra che non giochiamo di squadra, commettiamo troppi errori e, per esempio, lasciamo sul campo troppi rimbalzi offensivi. Nel secondo tempo siamo riusciti ad alzare l'intensità e pur non essendo perfetti siamo stati in grado di vincere questa difficile partita. Bisogna sicuramente lavorare meglio e affrontare meglio certe situazioni. Soprattutto in attacco: abbiamo dimostrato che se vogliamo siamo in grado di difendere, mentre in attacco siamo un po' bruttini e qualche volta un po' troppo egoisti».
Il pubblico che rumoreggia per un giocatore che va al cubo del cambio a Sassari è qualcosa di raro. Il fatto che ieri sia accaduto a Dyson che tipo di segnale è? Sassari è sempre stata una delle piazze migliori da questo punto di vista – sottolinea Devecchi, alla nona stagione con la maglia della Dinamo –. Raramente ho visto scene di questo genere e non ho dubbi sul fatto che Meo ci difenderà sino alla morte. Però sino a prova contraria le scelte di Meo ci hanno sempre portato in alto. Il pubblico è libero di rumoreggiare ma se il coach fa certe scelte è perché ci crede. Di sicuro i fischi non aiutano il giocatore che entra in campo, non è semplice giocare in certe condizioni. Dyson tra l’altro è stato bravo a fare due su due nei tiri liberi più importanti. Anche io sono dalla parte della squadra, bisogna sempre avere fiducia. Può capitare di non giocare benissimo, ma poi può sempre arrivare la giocata importante».
Dopo la battaglia con il Nizhny, la Dinamo sembra aver pagato un po’ anche a livello fisico. «Temevamo un po’ questo contraccolpo – conclude il numero 8 sassarese –. All’inizio eravamo leggermente bloccati sulle gambe, abbiamo concesso un po’ troppo, ma ormai è più di due mesi che giochiamo con questa intensità. Poteva essere una scusante all'inizio ma ora non più». (a.si.)
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