Sacchetti avverte «Per vincere qui serve il massimo»
Per il coach biancoblù un attesissimo ritorno da ex «Gara complicata, non possiamo giocare a sprazzi»
CAPO D’ORLANDO. Dire che da queste parti è un’istituzione è riduttivo. Per il ritorno di Meo Sacchetti a Capo d’Orlando ieri si sono mossi tanti vecchi amici. Prima e dopo l’allenamento di ieri, il coach della Dinamo ha stratto mani e dato pacche sulle spalle, ricordando la cavalcata trionfale del 2007-’08, quando alla guida della squadra siciliana centrò uno storico sesto posto e la qualificazione ai playoff. «Per me è stata la prima esperienza di grande basket ed è stata indimenticabile, anche se la stagione si è conclusa con la mancata iscrizione al campionato – sottolinea Sacchetti –. Capo d’Orlando è una realtà che per certi versi accomuno a Sassari, fatte le debite differenze e considerato che qua il campo è a cento metri dal mare. Sono molto legato a questo posto, ma è chiaro che penso soltanto a vincere questa partita».
Appunto: dopo lo schiaffo di Istanbul, la Dinamo come arriva a questa sfida?«Arriviamo con lo spirito di chi ha perso male una partita molto difficile – spiega il coach del Banco di Sardegna –. Le facce dei giocatori? Di solito dopo una sconfitta le facce non sono mai belle, c’è delusione ma sappiamo benissimo che per vincere a quei livelli serve di più. Abbiamo mollato e ci hanno fatto questo break molto pesante. È andata in quel modo un po’ per merito loro e demerito nostro. Contro l’Orlandina mi aspetto di rivedere finalmente l’intensità vista in passato. A Istanbul siamo stati meno brillanti del solito, anche per capacità dell'altra squadra. Mi aspetto tanta intensità, al limite anche con qualche errore. Ma non possiamo rinunciare al nostro modo di giocare. Per il tipo di squadra che siamo, non possiamo non avere l’intensità: è quella la caratteristica che ci ha permesso di arrivare sin qui».
Per stasera la Dinamo deve temere di più Capo d’Orlando oppure se stessa? «Entrambe le cose – sorride Meo Sacchetti –. Battute a parte, qui l’ambiente è molto caldo ma loro hanno anche giocatori importanti. Penso a Freeman, per esempio, un giocatore che ha già dimostrato che quando entra in gas può creare strisce importanti. Noi abbiamo bisogno di giocare sui nostri livelli. Non si può vincere una partita giocando al cinquanta per cento, serve molto di più». (a.si.)
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