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Un Banco troppo presuntuoso perde il match e il primo posto

di Andrea Sini
Un Banco troppo presuntuoso perde il match e il primo posto

La squadra di Sacchetti spreca 13 punti di vantaggio e Venezia ora è da sola in vetta A Capo d’Orlando partita a corrente alternata, Sosa e Dyson sbagliano il tiro della vittoria

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INVIATO A CAPO D’ORLANDO. Nella sfida tra la presunzione “europea” delle presunte stelle e la fame proletaria di chi deve salvarsi, il dio del basket sta dalla parte dei più deboli. La Dinamo si specchia nella propria vanità ma l’Upea Capo d’Orlando manda in frantumi tutto: il primato in classifica dei biancoblù, le certezze di chi in campionato pensa in grande e i tentativi di rianimare un paio di top player che sembrano essersi smarriti.

I sassaresi sbattono malamente il muso contro la fame dell’Upea Capo d’Orlando, che con una grande rimonta vince 72-71 il posticipo della serie A: il Banco di Sardegna, che in questo periodo non accetta regali, non sfrutta lo 0/2 dalla lunetta di Soragna a 15” dalla sirena e riesce a sbagliare due volte il tiro della vittoria (con Sosa e Dyson). Il tutto dopo essere stati sul +13 nel terzo quarto, per poi subire un break di 18-2. Risultato: aggancio alla Reyer Venezia fallito e i lagunari in fuga solitaria. Dopo la batosta di Istanbul, per i sassaresi non è certo il modo migliore per prepararsi alle tre difficilissime sfide interne che si giocheranno nei prossimi 10 giorni: giovedì con Kazan, domenica con Milano e a seguire con il Real Madrid.

Coach Sacchetti riparte dal quintetto base, ma nel primo quarto i biancoblù si scontrano con percentuali al tiro disastrose: appena 12 punti segnati con 5/19. Il primo quarto si chiude 17-12, con Capo D'Orlando che ruggisce (e legna) in difesa. Sacchetti abbassa il quintetto, Devecchi ci mette tutto il suo fosforo e intanto si sveglia anche Sanders. Una tripla dell’ala di Graffignana regala il primo sorpasso ai sassaresi (21-23), nell'area colorata è mattanza e gli arbitri concedono quasi tutto. La Dinamo scende finalmente nell'arena, tra Sanders e Archie sono scintille e i due rimediano un fallo tecnico. In mezzo alla bolgia del PalaFantozzi, Lawal stoppa e corre in contropiede a schiacciare il +9 per i sassaresi (24-33 a 3'34"), che completano un break di 3-16. Il match si fa sempre più acceso (Archie ha già 4 falli) e la Dinamo non si tira indietro. Devecchi è sempre più protagonista e una tripla di Sosa vale il +10 (29-39), rintuzzato prima della fine del quarto da Freeman (32-39 all'intervallo).

Nel terzo quarto si vede la migliore Dinamo, anche se Logan è un disastro e Sacchetti gli preferisce Chessa: il quintetto “proletario” (c’è sempre Devecchi) costruisce il +13 con una fiammata di Sosa (44-57 a 3’15”), ma per i sassaresi è l’inizio della fine.

In casa Dinamo però manca all'improvviso la corrente: le triple di Soragna (due) e Burgess rimettono in corsa un'Orlandina che era alle corde (53-59 al 30'). L’ultimo quarto è un disastro: i sassaresi non segnano più, i siciliani allungano il break sino al 18-2 con Hunt e Freeman e mettono la freccia (60-59). Lawal esce con 5 falli a 7' e Dyson rompe dopo 4 minuti il digiuno dei biancoblù. Capo d'Orlando però ha ormai preso fuoco: Henry e Freeman segnano da 8 metri e la Dinamo sprofonda a -7 (68-61) a 3’46”, prima di rientrare miracolosamente con Brooks e Sanders. Sosa sbaglia un rigore da un metro, sul 72-71 a 15” Soragna fa 0/2 dalla lunetta ma la Dinamo costruisce male l'ultimo possesso. Lo specchio va in frantumi sui tiri di Sosa e Dyson: a quel punto il dio del basket ha già deciso che la fame di Capo D’Orlando va premiata.

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