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Palestra Coni, un tesoro da recuperare

di Roberto Sanna
Palestra Coni, un tesoro da recuperare

La Fipav regionale rilancia la proposta per rimettere a nuovo la struttura, il Comune è disponibile a collaborare

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SASSARI. La storia siamo noi, quelli dei gradoni del Coni. Adesso che anche il PalaSerradimigni rischia di arrendersi alle rughe e una generazione di sportivi e tifosi già sogna un nuovo palazzetto futuristico, c’è anche chi in quella struttura a fianco allo stadio Vanni Sanna ha vissuto i suoi anni di sportivo a tanti livelli e non si rassegna a vederla chiusa e incatenata, frequentata da topi e con qualche pezzo di tetto che ogni tanto viene giù. Un gruppo su Facebook ha rilanciato la proposta di recuperare la palestra e in poco tempo tantissimi sportivi hanno postato le loro emozioni accompagnate da foto vintage, immagini degli anni nei quali il Coni (non a caso intitolato a un grande campione scomparso quale Pierpaolo Peru) era il crocevia di mille battaglie di basket e volley.

Non è solo la nostalgia canaglia di personaggi come Mangiafuoco che strappava i biglietti o dello sgabuzzino di signor Mario adattato a bar (molto alcolico) dopo le partite e alla fine degli allenamenti. È anche la voglia, in una città che troppo spesso ha distrutto il suo passato, di recuperare uno spazio utile e contemporaneamente un pezzo di storia. La domanda, come sempre, è se sia fattibile oppure non sia il caso davvero di abbandonare l’idea definitivamente e concentrarsi su nuove strutture. La palestra è di proprietà del Coni che l’aveva valutata attorno al milione di euro, tempo fa si vociferava di due offerte respinte perché giudicate insufficiente. Ora la situazione sembra essere cambiata in maniera favorevole, concedendo una soluzione di riserva: Coni servizi non avrebbe inserito l’immobile tra quelli in dismissione, non avrebbe nemmeno l’idea di spendere soldi e per liberarsi del problema potrebbe cederla in gestione lasciando ai terzi gli oneri della ristrutturazione. Il primo passo sarebbe quindi trovare i fondi e Mariolino Andria, componente del comitato regionale Fipav, autore qualche anno fa di un’iniziativa in Comune in qualità di capogruppo dell’Udc, suggerisce alcune strade: «Difficile recuperare la somma tutta in una volta – premette –,ci sono alcune strade da percorrere per racimolare da più parti i soldi. Si potrebbe intanto agganciarsi all’accordo firmato lo scorso 28 ottobre tra Anci e Coni, che istituisce una commissione paritaria di sei elementi per valutare le diverse richieste. Poi c’è anche il Piano di recupero degli immobili inserito nel decreto salva Italia di Renzi: metà delle risorse sono per le scuole, l’altra per i privati e gli enti pubblici e di interesse pubblico. Soldi che sono fuori dal patto di stabilità. La palestra potrebbe essere gestita dal Comune o anche dall’Università, che negli impianti di San Giovanni non ha il campo di volley».

Anche da Palazzo Ducale arrivano segnali di interesse: «Qualche anno fa l’amministrazione era interessata all’operazione – dice l’assessore allo Sport Maria Francesca Fantato – e la cifra in ballo era un milione. Ora sono cambiate le leggi e le risorse a nostra disposizione, non possiamo ragionare su questi termini. Sarebbe interessante sondare l’interesse di qualche privato. Posso confermare che l’amministrazione è interessata all’operazione, che sarebbe molto qualificata e anche qualificante per la città, sarebbe importante recuperare questa struttura. La nostra buona volontà sicuramente c’è».

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