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L’Astana di Aru è nei guai

Ciclismo, rischia la licenza Uci per i ripetuti casi di doping

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ROMA. La Commissione licenze dell’Uci (organismo autonomo formato da avvocati e giuristi che valuta la correttezza delle formazioni del ciclismo mondiale appartenenti alle categorie World Tour e Professional) ha deciso di non assegnare la licenza all’Astana (la lista completa dell'Uci), la squadra kazaka del sardo Fabio Aru, che ha brillato al Giro e alla Vuelta, e Vincenzo Nibali, vincitore del Tour.

La decisione è dovuta ai recenti casi di doping che hanno colpito il team: quelli dei fratelli kazaki Valentin e Maxim Iglinskiy, entrambi per Epo (eritropoietina), con altri tre casi nella formazion minore.

Il team kazako dovrebbe conoscere il proprio destino solo la settimana prossima e, secondo quanto ha reso noto il suo general manager Alexandre Vinokourov, in caso di conferma del provvedimento negativo, è pronto a ricorrere al Tas di Losanna. L’Astana assieme all'Europcar di Rolland e Voeckler, sarebbe l'unico - fra i top-team - a non avere ricevuto il 'permesso’: sulla decisione dell'organismo mondiale potrebbe pesare positivamente l'impegno del sodalizio kazako nei confronti della lotta al doping. Ma c'è anche un aspetto negativo, legato al passato del general manager Vinokourov. Il verdetto dell'Uci (che ha sede ad Aigle, in Svizzera), sulla concessione della licenza, dovrebbe essere reso noto mercoledì 10.

Aru e Nibali non c’entrano nulla e, anzi, si sono sempre espressi con la massima durezza contro il comportamento di questi compagni. Ecco cosa disse il messinese alla vigilia della consacrazione in maglia gialla sui Campi Elisi, sabato 26 luglio: «E’ grazie anche ai controlli antidoping più stretti e rigorosi se io ho potuto vincere il Tour».

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