Giulini dà la carica: «Ne verremo fuori»
Ma non risparmia qualche critica per le scelte del tecnico
CAGLIARI. Il Cagliari nella polvere, squadra che sbanda, pubblico che fischia e che vede il baratro in classifica. Momento durissimo. E il presidente Tommaso Giulini rompe gli indugi e si presenta per primo in sala stampa. Un modo per rassicurare l’ambiente e per sottolineare che il gruppo è unito. Le prime parole di Giulini sono decise: «Zeman non è in dubbio – dice –: vogliamo uscir fuori da questa situazione con il gioco del mister e con lo spirito di squadra dimostrato sin dal ritiro di luglio». Un intervento netto, che spazza via dubbi sul tecnico boemo. Che resta in sella. Anche se Giulini, nel proseguo del suo intervento, non risparmia critiche al suo allenatore. Ad esempio sulle scelte relative alla Coppa Italia. «Contro il Chievo – ammette severo – ho visto una squadra lenta, contro un avversario sempre più veloce, su ogni palla. Per la verità io giovedì non avrei fatto giocare per 120 minuti Conti, non avrei fatto giocare per 120 minuti Ibarbo e, ancora non lo avrei fatto con Cossu, Rossettini e Ceppitelli. Ma Zeman vede i giocatori tutti i giorni da luglio, li conosce meglio di me, dunque se li ha schierati avrà avuto le sue ragioni. Ma la scelta non ha pagato».
La seconda critica nei confronti del tecnico rossoblù arriva quando gli viene chiesto della debolezza difensiva della squadra in occasione dei calci piazzati. «In generale direi che prendiamo troppi gol – sottolinea il presidente rossoblù –, facciamo un po’ i conti: nelle ultime 4 partite, 13 gol al passivo. Sono un po’ troppi. Semmai rovescerei invece il tema dei calci piazzati. Mi sono lamentato da tempo del fatto che non facciamo gol sui calci da fermo. E ora lo ribadisco, non vedo uno schema sulla punizioni, non vedo uno schema sui calci d’angolo. Occorre che le cose cambino, evidentemente, sotto questo profilo».
Un applauso ai tifosi. «Ci hanno sostenuto sempre – ricorda –, contro il Modena sino in fondo. Stavolta hanno fischiato ma è normale spazientirsi».
La preoccupazione è altissima, ma è forte anche la fiducia. «Quando si è terzultimi in classifica, ovviamente, non si può essere tranquilli – confessa –, ma abbiamo un gruppo di giocatori fantastico, unito. In questo gruppo non ci sono crepe. Possiamo farcela a uscire da questa situazione. Anzi sono certo che ce la faremo. Abbiamo mostrato sprazzi di bel calcio in diverse occasioni, significa che abbiamo un gioco che vale. Fra qualche mese ci ritroveremo qui e parleremo di cose più entusiasmanti».
Quindi Giulini lancia la sfida alle altre squadre. «Abbiamo dimostrato di poterci misurare con le migliori formazioni: abbiamo vinto con l’Inter, pareggiato con Milan, Samp, Napoli e Genoa. Ma tutti devono sapere che d’ora in avanti sarà ancora più difficile affrontarci: giocheremo con il coltello fra i denti, con determinazione. E ne usciremo, statene certi».
Infine il mercato. Giulini è pronto a mettere le mani al portafoglio. «Guardate – dice il presidente del Cagliari lanciando una stoccata –, nonostante il buco che ci ha lasciato la Regione Sardegna noi siamo una società solida. Dunque se il direttore sportivo Marroccu riterrà insieme all’allenatore chiedono che a gennaio si intervenga sulla rosa per ottenere la salvezza, per migliorare lo stato delle cose, noi lo faremo, senza tentennamenti».
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