Missione compiuta, la Juve c’è
Bianconeri promossi agli ottavi di finale, con l’Atletico Madrid un pareggio che accontenta tutti
TORINO. Con il minimo indispensabile la Juventus passa da seconda del Gruppo A e torna agli ottavi di Champions League. Allegri supera l’ultimo Conte, che si dovette accontentare della retrocessione in Europa League, e lo fa pareggiando senza reti allo Stadium contro l’Atletico Madrid di Simeone, che passa da primo del girone.
Per i bianconeri una partita senza acuti ma tenuta sempre sotto controllo. Vincendo 2-0 avrebbero conquistato il primo posto nel girone, ma in realtà le due squadre si sono affrontate a viso aperto soltanto nel primo tempo e nella ripresa hanno pensato soprattutto a evitare brutte sorprese. Senza Marchisio, out in extremis per febbre, al suo posto Pereyra con Vidal in posizione da trequartista dietro Tevez e Llorente. Dall’altra parte Simeone schiera comunque il miglior Atletico possibile con Mandžukic unica punta e Koke, García e Arda Turan alle sue spalle. Tra l’attaccare per cercare di segnare due reti e qualificarsi da primi e il difendersi per evitare il peggio, cioè la sconfitta e l’eliminazione (anche perchè l’Olympiakos alla fine vince sul Malmoe), Allegri imposta una Juve equilibrata, forse troppo. Al 7’ errore di Bonucci, la palla arriva sui piedi di Koke che trova però Buffon attento a respingere. La risposta bianconera è in un tentativo di Llorente sotto porta e in sporadici cross in mezzo sempre preda dei lunghi spagnoli. Al 43’ sussulto madrileno con Mario Suarez, tiro a giro da fuori ma Buffon ancora una volta c’è.
Nella ripresa Atletico Madrid ancora pericoloso su calcio piazzato: corner di Gabi e palo direttamente dalla bandierina. All’8’ Pogba si libera al tiro ma viene deviato in corner dalla difesa avversaria, poi la tenta Vidal al 12’ ma Moya si distende bene in tuffo.
Il tempo passa, anche grazie ad una stucchevole melina reciproca negli ultimi 10’ che suscita qualche malumore sugli spalti e alla fine Allegri si accontenta di uno 0-0 che non passerà alla storia ma vale comunque l’accesso nella top 16 europea. E di questi tempi per il calcio italiano è una boccata d’ossigeno.
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