La Smeralda Ossi oltre la salvezza
SASSARI. Ha dovuto aspettare otto giornate, ma alla fine la Smeralda Ossi ce l’ha fatta a vincere in trasferta nella C femminile di pallavolo. La squadra allenata da Andrea Enrico aveva fatto punti...
SASSARI. Ha dovuto aspettare otto giornate, ma alla fine la Smeralda Ossi ce l’ha fatta a vincere in trasferta nella C femminile di pallavolo. La squadra allenata da Andrea Enrico aveva fatto punti solo fa le mura amiche, ma sabato ha rotto il ghiaccio vincendo con un rotondo 3-0 sul campo del Tortolì.
«A causa di diverse assenze siamo andate a giocare in sette – spiega la schiacciatrice Angela Polo – ma siamo state brave e tutte abbiamo dato il massimo, la nostra è stata una vera vittoria di squadra».
Il vostro obiettivo è solo la salvezza?
«Quella prima di tutto, ma secondo me abbiamo le capacità anche per fare qualcosa di più. Però per vari motivi non sempre riusciamo ad esserci tutte».
Un pregio e un difetto della Smeralda Ossi…
«Il pregio è che il nostro è un gruppo davvero affiatato. Il difetto è che abbiamo troppi alti e bassi».
L’Alephmatic Castelsardo è così superiore alle altre?
«Per quanto ho visto finora occupa il posto che merita, ma ci sono altre squadre buone, come la Janas Quartu».
La Sanna Ascensori è da playoff o anche di più?
«E’ una squadra con giocatrici che giocano insieme da molti anni, fanno un bel gioco veloce, credo che se la giochino con chiunque».
La Risacca Sorso riuscirà a salvarsi?
«Le abbiamo incontrate solo in amichevole e avevano qualche assenza, hanno tante giovani ma credo che possano fare qualcosa in più».
Dopo tanti anni da centrale l’hanno spostata nel ruolo di schiacciatrice, o di mano od opposta…
«Finalmente, giocare al centro non mi piace molto, me lo facevano fare perché sono alta ma si attacca poco, ed è quello che a me piace».
Ha sempre giocato fra serie C e D, ma un pensierino ad una categoria più alta?
«Qualche proposta l’ho avuta, ma ho sempre dovuto rinunciare prima per motivi di studio poi di lavoro. Ma ora ci sto pensando, ho 23 anni e provarci non mi dispiacerebbe».
Fabio Fresu
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