Zeman pensa al Parma: «Serve la testa»
Il Cagliari deposita i due ricorsi al Tar contro la Regione per i fondi legati alla sponsorizzazione del brand Sardegna
CAGLIARI. Una squadra stremata? Raccontatelo a Zeman. Il boemo tira dritto. E si sapeva: il mantra del tecnico prevede lavoro e ancora lavoro. Intensità, agonismo e proposizione offensiva: fattori che necessitano di adesione totale al progetto. Dalle parole ai fatti: martedì, a neanche 18 ore dal Chievo, con 120 minuti e i rigori con il Modena sulle gambe, reduce dalla sfida alla Fiorentina, il Cagliari è tornato in campo. Ieri, doppia seduta. Oggi, allenamento pomeridiano. Domani, di nuovo mattino e sera. Infine, sabato, rifinitura e partenza per Parma. Che lo scontro del Tardini sia uno snodo, per Zeman pare un dettaglio. «Si può correre meno ma si deve usare la testa. Invece, ho visto ognuno è andato per la sua strada» il commento del tecnico nel post Chievo. Di fatto, bastone e ancora bastone. «Il progetto e la filosofia dell’allenatore non si discutono, dobbiamo uscirne tutti assieme con lo spirito di squadra nato a Sappada» la ciambella di salvataggio lanciata da Tommaso Giulini.
Mancato turn over. Per la verità, il patron aveva segnalato anche la faticosa e rischiosa presenza in coppa dei veterani: «Ibarbo, Cossu, Conti, Rossettini e Ceppitelli con il Modena non li avrei fatti giocare. Inoltre, ci procuriamo diverse punizioni ma non mi piace come le sfruttiamo». Il messaggio è nitido. Ma Zeman va per la sua strada. Con il gruppo che lo segue compatto. A almeno, così sembra. «Gara nata storta, siamo andati sotto e non siamo riusciti a rimetterla a posto. La peggiore partita dell’anno, facciamoci l’esame di coscienza» le parole di capitan Conti. «Possiamo fare di più. Crediamo nel progetto del mister» l’sms di Cossu.
E Zeman? Serafico e istrionico: «Noi ci alleniamo a due tocchi, ma ho visto andare tutti per conto proprio».
Riflessione obbligata. Con 11 punti in quattordici gare, unica squadra in Europa con Almeria e Cordoba, è il Cagliari deve guardarsi allo specchio. Parma è crocevia delicato. E sarà meglio non farsi illusioni. Senza Ibarbo squalificato, con Sau e Colombi ancora in infermeria, i rossoblù devono cogliere il match ball. Dopo aver fallito quelli con Genoa e Chievo - gare su cui la dirigenza contava per riassestare la classifica traballante – ci si trova di fronte alla banda dell’ex Donadoni. Ossatura sgangherata più dagli eventi che dal valore assoluto. Tra mercato e ricorsi.
Con la mezzala ceca Husbauer e il colombiano Tello, rilanciati come probabili new entries di gennaio, il Cagliari deve fare due conti. «Tutte le squadre, se possono si rinforzano. Vedremo ma per me va bene anche così» taglia corto Zeman.
Intanto, sul fronte giuridico-finanziario è di ieri il deposito di due ricorsi al Tar da parte dei legali rossoblù contro la Regione. La querelle riguarda i fondi legati alla sponsorizzazione del brand Sardegna. Circa tre milioni di euro che il club conta di recuperare. Anche per poter operare sul mercato.
Solidarietà. La gratitudine dei circa 150 operai dell’Alcoa, ospiti del Cagliari per le partite con Fiorentina e Chievo, l’ha espressa il sindacalista Bruno Usai (Fiom Cgil): «Saremo sempre vicini al Cagliari perché se i rossoblù vincono, vince la Sardegna».
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