Bonucci è sicuro: vinciamo al Sant’Elia e poi la Supercoppa
I bianconeri vogliono i 3 punti dopo due pareggi consecutivi Alvaro Morata è pronto: «Nessuna rivalità con Llorente»
TORINO. A Cagliari, nell'anticipo di domani, la Juventus campione d'Italia ha l'obbligo di tornare a vincere, dopo due pareggi consecutivi (tre mettendoci anche la partita di Champions con l'Olimpiacos).
Uno dei primi problemi di Allegri è recuperare il miglior Vidal, finora controfigura del giocatore che l'anno scorso, con i suoi inserimenti in attacco, aveva segnato 18 volte (11 in campionato). Il cileno stenta a ritrovarsi e non è facile capirne i reali motivi.
Al Sant’Elia, la Juve non avrà Bonucci, squalificato ed assente per la prima volta in questa stagione. Ma rientrerà Chiellini, che ha saltato la Sampdoria perchè era a sua volta fermato dal giudice sportivo. Su Twitter Bonucci è tornato sul pareggio con la Samp, che ha costretto i bianconeri ad interrompere a 25 la serie di vittorie consecutive allo 'Juventus Stadium': «Un pari che lascia l'amaro in bocca. Ora 3 punti a Cagliari e una coppa da vincere». Il trofeo, ovviamente, è la Supercoppa italiana del 22 dicembre a Doha, contro il Napoli.
Ieri intanto ha parlato Alvaro Morata. «Credo di aver fatto un bel passo in avanti, sono nel miglior club in Italia e in uno dei più grandi in Europa. Ci siamo qualificati in Champions, siamo primi in Italia. Sono felice per le opportunità che ho avuto. Avrei potuto fare qualche gol in più, ho giocato delle belle partite ma ho trovato portieri in gran forma».
L’attaccante della Juventus fotografa così i suoi primi mesi passati in bianconero. «Penso che la mia migliore qualità sia quella di giocare per la squadra, non penso mai a me stesso - ha proseguito l’ex centravanti del Real Madrid - In Italia le squadre sono più difficili da affrontare, è più difficile segnare in Italia che in Spagna, i difensori hanno più esperienza, sanno difendere meglio, contro di noi tengono sempre alta la concentrazione perché sanno che affrontano i primi in classifica».
Parlando delle differenze tra il calcio italiano e quello spagnolo, Morata ha sottolineato che «cambia la tattica, in Spagna attaccano tutti insieme, ci sono grandi differenze, lo si nota subito, ci sono alcuni dettagli che il mister e lo staff tecnico mi spiegano i giorni, e quando li saprò fare miei potrò migliorare ulteriormente».
Spesso l’ex giocatore del Real si ritrova in ballottaggio per un posto da titolare con un suo connazionale, Fernando Llorente. «È un bravissimo giocatore e una brava persona - ha evidenziato - Siamo compagni e aiutiamo la Juve. Se lui gioca e segna sarà il primo ad esserne contento, e credo che per lui valga lo stesso a segnare sarò io».
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