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Meo: «Una partita da vincere e basta»

Meo: «Una partita da vincere e basta»

Il coach biancoblù vuole chiudere la serie nera e su Drake dice: «Mi fa piacere vederlo ma era meglio se stava a casa...»

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SASSARI. Sul rapporto tra Meo Sacchetti e Drake Diener si è scritto già tanto e ancora c’è tanto da scrivere, la realtà è che difficilmente si sono visti un giocatore e un allenatore legati in quel modo. Solo Brian, per questioni di sangue, può forse vantare un rapporto ancora più stretto ma Drake Diener è stato davvero “il giocatore” di Meo e Meo “il coach” di Drake. Dal campionato in Legadue a Castelletto Ticino, in quella che per Drake Diener è stata la stagione della rinascita dopo il morbo di Crohn e la conseguente paura di chiudere col basket, fino alle grandi imprese nelle tre stagioni sassaresi con la Dinamo ai massimi livelli e Drake Mvp della Serie A. Meo è sempre stato considerato l’allenatore che che ha dato una nuova vita cestistica al bomber di Fond du Lac e nei giorni scorsi infatti ha lanciato una frecciata all’americano in un’intervista sulla Gazzetta di Reggio: «Dico sempre a Drake che dovrebbe darmi una parte dei suoi ingaggi, lui dice che ho ragione ma non ho ancora visto niente...». Oggi si ritrovano da avversari, l’ultima volta è successo nella stagione 2010/11, quando la Dinamo era una matricola e Drake giocava a Teramo.

Coach, contento di vedere Drake proprio in questo momento della stagione?

«Vedere Drake Diener per me è sempre un grande piacere, sapete tutti quanto siamo legati. Però, onestamente, sarebbe stato meglio se fosse rimasto a casa...».

Capito tutto. A parte gli scherzi, Reggio Emilia è prima in classifica ma per la Dinamo è il momento di riprendere confidenza con la parola vittoria.

«Sicuramente, oggi bisogna vincere e basta. Non stiamo attraversando un grande periodo, anche se venerdì a Kaunas nonostante la sconfitta ho visto delle cose positive. Abbiamo avuto un grande recupero e potevamo anche vincere una partita che si era messa malissima, qualche errore ai liberi nel finale e qualche episodio ci hanno condizionato. Preferisco vedere solo i lati positivi e quindi guardo con fiducia alla partita di oggi».

Tra le cose meno positive dobbiamo però contare lo stop di Jeff Brooks.

«Che volete che possa dire, è sicuramente una brutta notizia ma non possiamo fare altro che prenderne atto. Non sarebbe da me lamentarmi o fare discorsi negativi, Jeff non c’è e noi dobbiamo giocare senza di lui. Non è che le alternative ci manchino, la panchina è lunga e il ruolo è coperto. Ci sono anche Todic e Brian, anche se hanno caratteristiche diverse da Brooks che nel nostro roster resta un giocatore unico».

Sette sconfitte sono tante, a Kaunas avete sfiorato una vittoria quasi incredibile.

«Il problema è che in questo periodo ci manca sempre la fatidica lira. Nella seconda parte del match abbiamo avuto l’atteggiamento giusto, quello che voglio vedere oggi dalla squadra è soprattutto questo. Poche storie, questa è una partita da portare a casa assolutamente».

In molti casi a dare il via alle grandi rimonte sono stati gli uomini della panchina: non è un segnale ben preciso per quelli che invece cominciano la partita e finiscono sotto nel punteggio?

«Ultimamente sta andando così, non c’è dubbio. Un po’ strano, ma adesso dobbiamo andare fino in fondo e anche in questa maniera andare a vincere le partite».

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