Zemanlandia, è il giorno del giudizio
Rapporti sempre più difficili tra il boemo e il Cagliari, in giornata un nuovo incontro che potrebbe rivelarsi decisivo
CAGLIARI. Oggi è il giorno del giudizio per Zdenek Zeman. La riflessione avviata dalla società, cominciata dopo la partita di Coppa Italia col Modena, si concluderà con una decisione che in questo momento non è facile prevedere. L’allenatore del Cagliari resterà al timone se le sue idee, soprattutto sul mercato di gennaio, coincideranno con quelle del club, altrimenti le strade si divideranno. Se finora Zeman ha avuto carta bianca sulle scelte dei giocatori da ingaggiare, d’ora in poi anche la società vuole dire la sua, soprattutto vuole capire perchè i risultati non arrivano e vuole vederci chiaro su alcune decisioni assunte dal mister ultimamente.
La società. Ieri ha parlato il direttore sportivo Francesco Marroccu, che ha spiegato cosa sta succedendo. «Il momento è delicato e se stiamo riflettendo è semplicemente per senso di responsabilità. Lo stiamo facendo insieme all’allenatore per individuare la giusta soluzione. Zeman è una persona speciale e la stima tra noi e lui è immutata. Ma è giusto chiedere conto quando le cose non vanno bene. Se poi volete sapere se nostro allenatore è in discussione, rispondo che lo siamo tutti».
Le accuse. A Zeman vengono contestate alcune scelte. Per esempio aver fatto giocare tutti i titolari nella gara di Coppa Italia per 120’. La formazione iniziale nella partita col Chievo, poi rinnegata nell’intervallo con tre sostituzioni. L’atteggiamento a Parma, match nel quale non si è vista quella determinazione necessaria per portare a casa i tre punti. Lo schieramento contro la Juventus, con sei difensori in campo, dei quali due fuori ruolo, quasi a “ripudiare” la filosofia zemaniana. Il mancato utilizzio di Nicola Murru, patrimonio del club, che marcisce in panchina. Infine, il calo fisico, apparso evidente da un mese a questa parte.
Le risposte. Il tecnico ha dato una spiegazione su tutto. E nelle sue parole ha trovato un senso logico sulle decisioni prese nell’ultimo mese. Evidentemente non è stato convincente su tutto ed è per questo che il presidente Giulini e i suoi più stretti collaboratori non hanno sciolto la riserva sulla sua posizione.
I sostituti. I nomi sono sempre gli stessi: Ballardini, Delio Rossi, Zenga e Zola, In rigoroso ordine alfabetico. «Non abbiamo pensato a un sostituto - ha sottolineato Marroccu - perchè il discorso con Zeman è aperto. Oggi la riflessione finirà e faremo conoscere le nostre decisioni». I risultati di ieri hanno complicato ancora di più la classifica del Cagliari, scivolato a tre punti dal quart’ultimo posto e fatto crescere la preoccupazione. Serve un’immediata inversione di tendenza. E per questo, se si deciderà di cambiare, la scelta cadrà su un allenatore esperto. Non c’è più tempo per le scommesse.
Dimissioni. Nella serata di ieri la voce che Zeman stesse pensando di gettare la spugna è circolata a lungo. Si è addirittura parlato di una lettera scritta dal boemo per annunciare il suo addio. Ci ha pensato Marroccu a smentire tutto: «Sono cose dette da chi Zeman non lo conosce. Non è uno che abbandona la barca quando naviga nella tempesta». In realtà il boemo nella sua lunga carriera, solo una volta ha rassegnato le dimissioni. E’ successo quando allenava i turchi del Fenerbahce.
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