“Mister” Pulina non perde il vizio
Eccellenza. Il bomber prende il patentino ma continua a fare gol col Ploaghe
SASSARI. Soddisfazione personale e gioia per avere rilanciato le quotazioni del Ploaghe. Passano gli anni, ma Michele Pulina non perde il fiuto del gol, anche se ormai pensa da allenatore. Domenica l’attaccante sassarese, che a 34 anni ha appena preso il patentino Uefa B, ha messo al tappeto il Latte Dolce con una doppietta, consegnando alla sua squadra la vittoria nel big match dell’Eccellenza.
«Sono molto felice per me, perché segnare ed essere decisivo è sempre bello – dice l’ex giocatore della Torres –, ma stavolta mi spingo oltre. Credo che in questa partita abbiamo toccato il picco massimo a livello di squadra dall’inizio della stagione. Venivamo da qualche pareggio di troppo, abbiamo letto e sentito che ci davano tutti per spacciati e forse questo ha pungolato il nostro orgoglio. È arrivata la risposta giusta, sul campo. Anche se è giusto riconoscere che il Latte Dolce ha pagato alcune assenze importanti».
La vittoria in casa dei sassaresi rimette il Ploaghe di Ivan Cirinà in corsa per la promozione. «La classifica parla chiaro – dice Pulina, autore sinora di 9 reti – nel senso che c’è un gruppone di sei squadre racchiuso in pochi punti. E sono convinto che saranno proprio queste a giocarsi il salto di categoria: cioè Muravera, Lanusei, Castiadas, Latte Dolce, San Teodoro e noi».
Alla lunga quali sono gli elementi che possono fare la differenza? «Vincere questo campionato è molto difficile – sottolinea l’attaccante del Ploaghe –. La differenza la possono fare le giocate dei giocatori più esperti o dei fuoriclasse. Il Muravera per il momento è primo soprattutto grazie ai tanti gol di Nurchi. Ma sono molto importanti i giovani. Penso proprio al Latte Dolce: domenica ho avuto la conferma che i migliori giovani sono ancora i loro. Ma anche i nostri under hanno dimostrato di essere affidabili».
Pulina è fresco di patentino da allenatore, non è che vuole fare le scarpe a mister Cirinà? «Non scherziamo – sorride –. È capitato di poter fare il corso e l’ho fatto. Per il futuro il patentinto può tornarmi utile, ma ancora per qualche anno il mio posto sarà in campo». I portieri avversari sono avvisati.
Andrea Sini
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