«E’ l’uomo giusto per tirare fuori la squadra dai guai»
Gli ex Esposito e Langella raccontano “Magic Box” «Un campione di umiltà e grandi doti umane, farà bene»
CAGLIARI. Quando parlano di Gianfranco Zola il loro volto si illumina. Il fuoriclasse di Oliena , per Antonio Langella e Mauro Esposito, è stato un “papà” calcistico. I suoi assist hanno fatto la fortuna dei due attaccanti che oltre a segnare valanghe di gol, hanno avuto la soddisfazione di indossare la maglia azzurra. «La scelta migliore che il presidente Giulini potesse fare - commenta RombodiSorso -. Conosce l’ambiente ed è quello che ci voleva col Cagliari in una situazione così complicata. Porterà entusiasmo e nuovi stimoli per i giocatori». Pensiero che anche Esposito condivide: «La notizia mi ha fatto piacere - afferma -, gli ho mandato un sms esprimendogli tutta la mia stima. Per me conoscerlo e giocare con lui è stata una grande fortuna. Ho apprezzato, come tutti, le sue qualità tecniche, ma soprattutto quelle umane».
I due rossoblù sono certi che Zola guiderà il Cagliari in acque tranquille. «Non è facile quando parti male - spiega Langella - ma lui sa che cosa serve in un momento come questo. La serie A è un patrimonio che non va perso». Esposito è invece pronto a scommettere sulla salvezza: «Ci sarà da soffrire - sottolinea - ma la società ha cambiato l’allenatore al momento giusto. Gianfranco ha una freccia importante nel suo arco, la stima e la fiducia dei giocatori. E’ fondamentale».
Chissà quante volte Antonio e Mauro hanno ringraziato “Magic Box” per quei deliziosi palloni che poi hanno trasformato in... oro. «Se ho fatto una buona carriera - dice Langella - ci ho messo del mio ma lui ha avuto un ruolo determinante. A me bastava fare il movimento e la palla arrivava dove la volevo. Ringraziarlo? L’ho fatto decine di volte e anche l’altro ieri, quando gli ho mandato un messaggio per fargli gli auguri di buon lavoro». Esposito si è sempre tenuto in contatto con Zola. «Sono stati due anni fantastici. E’ stato un punto di riferimento e se in una stagione ho segnato 16 gol molto del merito e dei passaggi vincenti che mi ha regalato. Averlo avuto come compagno di squadra è stato un onore, da lui ho imparato tantissimo».
Zola è sempre stato un esempio, un grande professionista. «Ricordo che il giovedì sera tutta la squadra andava a cena insieme - racconta Antonio Langella - e si mangiava qualcosa in più. Lui no, solo insalata. Qualche volta ci fermavano nei locali a bere l’ultimo bicchierino, Gianfranco non è mai venuto. Anzi, ci diceva di non fare tardi e tornare a casa. Proprio un grande professionista, un esempio». Esposito, invece, ricorda gli allenamenti: «Era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene. Si fermava per calciare le punizioni, io guardavo e restavo a bocca aperta. Lui era un campione affermato, aveva 37 anni, eppure non si è mai messo sul piedistallo. Ho apprezzato la sua disponibilità nei confronti di tutti. Un vero campionissimo, dentro e fuori dal campo».
R.M.
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