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Anno nuovo barca nuova Mura sfida i Sette mari

di Sergio Casano
Anno nuovo barca nuova Mura sfida i Sette mari

La modernissima Imoca è a buon punto, il varo a Cagliari il prossimo luglio L’obiettivo del navigatore sardo è la Vendé Globe 2016-2017, l’Everest della vela

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CAGLIARI. La Route du Rhum è ormai alle spalle, è un capitolo importante nella carriera di Andrea Mura ma ormai superato. Come l'Open Felci 50 Vento di Sardegna, la barca storica con le quali ha compiuto tante imprese in Oceano Atlantico.

Ora lo skipper cagliaritano cambia rotta, o meglio progetto, con una barca tutta nuova, un'Imoca (International Monohull Open Classes Association) la sfida alla Vendé Globe 2016-2017, la circumnavigazione intorno al mondo in solitario, senza scali e assistenza, l'Everest della vela che parte e si conclude a Les Sables-d'Olonne, nel dipartimento francese di Vendée, in Francia.

«Il progetto è già iniziato - annuncia Andrea Mura - , la barca è già in costruzione: è tutta in fibre di carbonio, molto più leggera della precedente ma allo stesso tempo più robusta in rapporto al peso. Partecipare al Vendée-Globe è il sogno di ogni velista oceanico: ho finalmente avuto l'opportunità di cimentarmi con questa impresa e la porterò avanti per me, per il mio popolo e per la mia terra".

E' un progetto tutto italiano, quello dell'Imoca 60 "targato" Quattro mori, che sta prendendo forma vicino all'aeroporto Sirio, nel Bergamasco, nei cantieri Persico Marine, lo stesso che ha costruito le imbarcazioni della Volvo Ocean race e alcune parti dei catamarani di Luna Rossa.

Peserà 6500 chili, sarà lunga fuori tutto 20 metri, larga 6, e sarà dotata di un albero, poggiato sulla coperta, alto 29 metri, e di una chiglia basculante che pesca 4 metri e mezzo.

Come le imbarcazioni moderne, avrà anche degli alettoni laterali: «Grazie a questi alettoni potrà navigare in assetto di foiling - spiega il navigatore sardo - quasi a pelo d'acqua, come avviene per le imbarcazioni che regatano in Coppa America. I foil danno un effetto di sollevamento anche se la barca è abbastanza pesante. E' un'imbarcazione molto sofisticata, quella che si sta costruendo in Lombardia, che potrà sviluppare una velocità media di 25 - 30 nodi. La superficie velica, con le vele Made in Sardinia costruite nella mia veleria, sarà complessivamente di circa 500 metri quadri. Davvero una Formula Uno del mare, la nuova barca di 60 piedi, un gioiello della tecnologia».

Si lavora con grande intensità nei cantieri Persico Marine, dove sono impegnati sedici persone. Lo scafo è già uscito dal forno è ha già assunto le sembianze di una barca futuristica, molto moderna e in grado di sfidare gli oceani. Sì, perché, questa volta Andrea Mura nel Giro del mondo si confronterà con Oceano l'Atlantico, l'Indiano, il Pacifico e l'Antartico, detto anche Oceano Australe: «La barca verrà varata a Cagliari a metà luglio 2015 - prosegue Andrea Mura -, giusto in tempo per iniziare la preparazione alla Transat Jacques Vabre, regata di 5400 miglia che salperà il 25 ottobre da Le Havre, in Francia, per raggiungere le coste del Brasile. Subito dopo ci sarà la Btb, la Back to Brest, la regata di ritorno dal Brasile alla Francia, valida come qualificazione alla Vendé Globe: basterà arrivare al traguardo per qualificarsi».

Top secret il nome dell'Imoca 60, che dovrebbe chiamarsi come l'imbarcazione precedente: «Sarebbe il mio sogno chiamarla Vento di Sardegna - conclude Andrea Mura - però non dipende da me ma dalle istituzioni». La nuova barca farà mostra di sé nella banchina della Darsena, a pochi metri della vecchia capitaneria di porto, nel circolo velico della Marina Militare.

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