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Miro, dai mugugni agli applausi

Miro, dai mugugni agli applausi

Il lungo bosniaco torna a essere protagonista: «Non ho mai perso la fiducia»

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SASSARI. Non è mister simpatia, ma sino a ieri questo sembrava essere l’ultimo dei suoi problemi. Miroslav detto Miro, che di cognome fa Todic, ieri si è presentato in campo forte (si fa per dire) di un imbarazzante 17 per cento complessivo da 3 punti e reduce da una serie di prestazioni nettamente al di sotto delle aspettative. E dopo i primi due errori il pubblico del palazzetto, ieri più silente che mai, ha iniziato a rumoreggiare. Dai fischi e i mugugni (ce ne sono stati parecchi) agli applausi il passo è stato breve. Perché fortuna ha voluto che l’ex giocatore di Brindisi abbia improvvisamente ritrovato la via del canestro. Ci voleva: per lui e per la Dinamo, come ha detto in conferenza stampa anche Meo Sacchetti.

«Ho attraversato un periodo un po’ difficile – ammette Miro Todic, che ieri ha segnato 18 punti con 5/8 da 3 punti, 5 rimbalzi e 17 di valutazione –, ho sbagliato molti tiri aperti e questo mi ha un po’ condizionato. La cosa più importante è che la squadra creda in me e che continui a farlo. La fiducia del gruppo mi ha permesso di tornare a dare il massimo e ritrovare anche il tiro da fuori».

Per battere la Pasta Reggia Caserta di coach Enzino Esposito è stato necessario trovare diverse soluzioni. «È stata una gara molto dura – dice il lungo bosniaco –, loro non hanno ancora vinto una partita ma sono arrivati a Sassari decisi a sbloccarsi e hanno provato in tutti i modi a portarsi a casa la vittoria. Soddisfatto di com’è andata la serata? Sì, perché abbiamo vinto – commenta Todic –, e perché penso di avere dato il mio contributo».

Il momento peggiore comunque sembra passato. «Lo spero, è stato un momento particolare per tutti noi – conferma il numero 22 del Banco di Sardegna –, con tante sconfitte e anche molti infortuni. Credo che ora, con le vittorie e le prestazioni delle ultime tre partite, abbiamo mostrato di avere la giusta mentalità. Perché credo che sia proprio la mentalità l’elemento che fa vincere le partite. Possiamo fare bene, dobbiamo solo continuare così». I mugugni, una volta tanto, sono davvero alle spalle. (a.si.)

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