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Il Cagliari prova ad allungarsi la vita

di Roberto Muretto
Il Cagliari prova ad allungarsi la vita

Battere il Parma per ridurre a sei punti il distacco dall’Atalanta. In difesa tornano Balzano e Rossettini, Farias dall’inizio

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CAGLIARI. Dare tutto per non avere rimpianti. E’ il motto di Gianluca Festa, ripetuto fino alla nausea nello spogliatoio. Il pareggio dell’Atalanta con la Lazio ha fatto salire a nove i punti di vantaggio dei nerazzurri sul Cagliari. Oggi possono scendere a sei se i rossoblù vinceranno contro il Parma. A quattro giornate dalla fine sarebbe difficilissimo rimettersi in corsa per la salvezza, ma finchè la matematica concede speranze è giusto non alzare bandiera bianca. Il ko col Chievo ha reso tutto più difficile, ha spento sul nascere l’entusiasmo acceso dopo l’exploit di Firenze. Un Cagliari che al “Bentegodi” è stata la brutta copia di quello ammirato al “Franchi”. Una metamorfosi che Festa ha attribuito a un calo fisico, anche se da una squadra con l’acqua oltre il mento ci sia spetta un atteggiamento diverso.

Tanti dubbi. Gli infortuni di Pisano e Conti tolgono due opzioni importanti al tecnico rossoblù, che dovrà fare a meno anche degli squalificati Murru e Cossu. In difesa è sicuro il rientro di Balzano e probabilmente anche quello di Rossettini che dovrebbe prendere il posto di Ceppitelli. A centrocampo si candida per una maglia Donsah ma è probabile che si cominci con Joao Pedro che garantisce più qualità e maggiore incisività nella fase offensiva. E siccome il Cagliari dovrà giocare una partita d’attacco, il brasiliano è favorito.In attacco Farias, questa volta, dovrebbe giocare dall’inizio, con M’Poku che comincerà da trequartista e uno tra Cop e Sau a fare la seconda punta. Il croato è in vantaggio.

Gli avversari. L’unica cosa certa è il modulo (3-5-2). Donadoni (ex della partita insieme a Gobbi) non snatura la squadra a prescindere da chi va in campo. Ma sarebbe un errore se il Cagliari pensa di fare un solo boccone dei ducali, perchè non regaleranno nulla. In porta ci sarà Iacobucci (Mirante è squalificato), mentre in attacco dovrebbero giocare Ghezzale Coda. Una squadra che avrà un grande vantaggio: potrà giocare senza assilli, con la testa libera. Quello che Festa ha suggerito ai suoi.

Sotto esame. Al Cagliari lo sono tutti. E non solo i giocatori. Il presidente Tommaso Giulini ha capito i suoi errori, ma anche quelli che hanno commesso i suoi collaboratori. Se il Cagliari in questo momento ha più di un piede in serie B, le colpe sono da distribuire in maniera equa tra chi va in campo, chi sta (o meglio è stato) in panchina (Gianluca Festa escluso) e chi dietro la scrivania. I conti si faranno a fine maggio, ma è chiaro che la riflessione dovrà essere profonda per evitare in futuro stagioni come quella che si sta avviando alla conclusione. Sotto sotto la speranza di compiere il miracolo c’è ma il destino del Cagliari è nelle mani dell’Atalanta di Reja.

La prima di Festa. Gianluca oggi proverà una grande emozione. Esordire da allenatore di una squadra che ha un posto speciale nel suo cuore, è come un sogno che si avvera. Ci tiene da morire a fare una bella figura, concetto che ha espresso in modo chiaro alla squadra. Senza contare che battere il Parma terrebbe accesa la speranza di inseguire una salvezza nella quale ormai credono in pochissimi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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