Applausi e tanti ricordi per i due mister caratteri diversi ma Cagliari nel cuore
La seguono in piedi. Prendono applausi: Festa va avanti e indietro, Donadoni resiste un quarto d’ora. Al 2-0 torna in panca. Allenatori contro e diversi: tecnico il bergamasco, solido il monserratino....
La seguono in piedi. Prendono applausi: Festa va avanti e indietro, Donadoni resiste un quarto d’ora. Al 2-0 torna in panca. Allenatori contro e diversi: tecnico il bergamasco, solido il monserratino. La costante? Soffrono e si vede. Cagliari e Parma sono ai titoli di coda. Ma i due parlano di dignità, dovere, rispetto per società e tifosi. Di questi tempi, mica male.
Gianluca è di casa: «La mia storia? Nel Cagliari da bambino fino all’Uefa». Donadoni rilancia: «Città e ambiente che non scordo». Cellino lo caccia a 15 giorni dal debutto in campionato. La causa? Il patron “taglia” Suazo, che rientra a Cagliari in taxi dal ritiro in Gallura. Donadoni, subentrato a Bisoli nel 2010, con 10 vittorie, 4 pari, 13 sconfitte e blinda la salvezza. Anche Festa debutta, con Giorgio Melis, su input di Cellino: via Allegri e duo sardo in panca. Il bilancio? Quattro pareggi e un ko con la Roma.
Ieri, stretta di mano e abbracci. Forse, con un desiderio inespresso: mai più stagioni simili. (mario frongia)
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