La Nuova Sardegna

Sport

Qual è il vero Banco? La strada resta ripida ma il morale cresce

di Roberto Sanna
Qual è il vero Banco? La strada resta ripida ma il morale cresce

Contro Venezia un’impresa ma anche 25’ inguardabili Il tabellone dei playoff è complicato, però non è il problema

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Adesso bisogna solo capire se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. E cioè se la Dinamo è quella dei primi 25’ contro Venezia oppure è tornata a essere quella della furiosa rimonta che ha ribaltato una partita che sembrava morta e sepolta. Ovvio che anche Venezia ci ha messo del suo, confermando una certa incapacità nelle partite di alto livello, ma vincere di 8 punti una partita dove si è stati sotto di 18, per di più contro la seconda in classifica, è una grande impresa.

Bicchiere mezzo pieno. “We’re back”, siamo tornati, ha twittato Kenny Kadji alla fine del match, aggiungendo “non vedo l’ora che arrivino i playoff”. La Dinamo dell’ultimo quarto d’ora era molto simile a quella dei tre giorni di Desio e tutti sono consapevoli che si tratta di una squadra che nessuno vuole affrontare. Nemmeno l’Armani. Perché difende (9 punti concessi nel terzo quarto), corre, ha soluzioni alternative al semplice tiro da tre punti e quando entra in fiducia mette dentro anche i tiri più ignoranti e improbabili. Una squadra così può tranquillamente vincere a Trento, non c’è dubbio. Perché una squadra così può far considerare relativo il fattore campo.

Bicchiere mezzo vuoto. I primi 25’ sono stati spaventosi. Non solo per la qualità del gioco, anche per la completa assenza di... battito cestistico in campo. Una cosa talmente brutta che gli stessi protagonisti l’hanno ricordata più volte nel dopogara. Così come le parole di Lawal hanno sottolineato indirettamente quanto siano state tormentate le ultime settimane: “Avremmo dovuto fare in tutte le partite quello che abbiamo fatto nell’ultimo quarto d’ora”. Qui il discorso è opposto: la squadra che è andata sotto di 18, ai playoff esce dritta con uno 0-3 secco. E averla vista nuovamente all’opera, dopo cinque sconfitte di fila, terrorizza la gente. Alla fine ci si chiede se la grande rimonta possa essere stata davvero un momento catartico e la Dinamo si sia ripulita di tutte le negatività dell’ultimo periodo, oppure un semplice lampo d’orgoglio fine a se stesso. Non resta che aspettare i playoff, nemmeno la prossima partita di Cremona può dare indicazioni reali.

Tabellone infelice. Peggio di così, almeno sulla carta, non può andare. In questo momento la Dinamo è quinta e giocherebbe tutte le serie dei playoff col fattore campo in mano agli avversari. Per di più, nel primo turno incontra una squadra che nella regular season l’ha battuta due volte su due e va anche aggiunto che in una serie su cinque partite il fattore campo pesa più che in una serie al meglio delle sette. E poi c’è lo spettro dell’Armani Milano in un’eventuale semifinale. Posto che l’esperienza contro Cantù ha dimostrato la relatività del fattore campo nei playoff, bisogna anche dire che i biancoblù in questa situazione si sono cacciati da soli. Perché Reggio Emilia e Venezia continuano a non convincere in questo finale di regular season e il rimpianto è che sarebbe bastato poco per arrivare almeno terzi, se non addirittura secondi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sos differenziata

Emergenza plastica, i siti di stoccaggio sono al collasso: stop alla raccolta in decine di Comuni, si rischia il blocco totale – Cosa sta succedendo

Le nostre iniziative