Il popolo del tennis dal Papa: «Difendete il bello dello sport»
ROMA. Una giornata indimenticabile per il tennis italiano. Ieri, oltre settemila tra dirigenti, atleti, tecnici e tanti piccoli allievi sono stati in udienza da Papa Francesco. La dirigenza federale,...
ROMA. Una giornata indimenticabile per il tennis italiano. Ieri, oltre settemila tra dirigenti, atleti, tecnici e tanti piccoli allievi sono stati in udienza da Papa Francesco. La dirigenza federale, con in testa il presidente Angelo Binaghi e gli ambasciatori del tennis tricolore Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli, mette a segno un ace storico: per la prima volta la Federtennis incontra un Papa. «Il tennis è veicolo di crescita culturale, di educazione e lealtà. Noi - ha detto Binaghi - vogliamo portarle questa testimonianza perché siamo innamorati della sua semplicità e capacità di parlare al profondo del nostro animo e anche perché lei è un attento conoscitore del mondo dello sport e dei valori sociali che esso esprime». Papa Francesco ha apprezzato. «Vi ringrazio per essere così numerosi. Ringrazio il presidente per le sue cortesi parole. Ho parlato spesso dello sport come esperienza educativa. Ci sono tre pilastri per i bambini e i giovani: l'educazione scolastica e familiare, lo sport e il lavoro. Su queste tre basi si cresce bene». Binaghi ha rilanciato: «Sua Santità, in quanto argentino, lei conoscerà il tennis meglio di noi. L'Argentina ha fatto parte della storia del tennis mondiale e ha avuto grandi campioni. E noi, per crescere, stiamo provando a seguire il suo esempio». Il santo Padre ha annuito tocando un tema forte: «Lo sport è molto competitivo, ma la voglia di ottenere buoni risultati non deve essere uno stimolo per cercare scorciatoie come il doping». (m.fr.)
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