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Lorenzo domina, Rossi non cede lo scettro

di Cristiano Marcacci
Lorenzo domina, Rossi non cede lo scettro

Al Mugello la Ducati di Iannone chiude fra le Yamaha dello spagnolo e del «Dottore», che conserva la testa nel mondiale

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Ha vinto chi non ha sbagliato nulla nel corso dell’intero weekend. Ha vinto il più regolare, il più costantemente veloce. E ha vinto la moto più affidabile, che meglio delle altre ha saputo adattarsi al tecnico e impegnativo nastro d’asfalto del Mugello. Hanno vinto Jorge Lorenzo e la Yamaha, che piazza sul podio anche Valentino Rossi, che con questa terza posizione mantiene la leadership della classifica.

A un terzo del cammino stagionale Jorge si ritaglia comunque il ruolo di favorito numero uno per la vittoria del titolo. Glielo cuce sulla tuta il connazionale Marc Marquez, nuovamente nella ghiaia dopo aver oltrepassato i limiti di una Honda che talvolta non vuole essere domata. Al contrario di lui, Lorenzo sembra tornato ai tempi splendenti di qualche anno fa: la vittoria di ieri è infatti la terza consecutiva, proprio come successe nel 2013.

Lorenzo ha fatto praticamente gara a sé: è partito secondo bruciato dallo stacco di Andrea Dovizioso, ma già nel corso del primo giro si è messo alle spalle il ducatista. Poi, da buon martello, ha cominciato a imprimere il proprio ritmo alla gara, guadagnando secondi su secondi in grande sicurezza. L’ha dimostrato nel corso dell’ultimo giro, quando si è concesso addirittura il lusso di salutare il pubblico alzando il braccio mentre stava piegando a circa sessanta gradi.

Lo spettacolo e le schermaglie sono venute dopo di lui. A cominciare da un sontuoso Andrea Iannone, che ha portato la Ducati a chiudere in seconda posizione. Nonostante la lussazione alla spalla e la microfrattura alla testa dell’omero rimediate nemmeno tre settimane fa in una caduta durante i test, il “manico” di Vasto ha fatto sobbalzare più di una volta i duemila tifosi in rosso della tribuna Ducati, a partire dal semaforo verde quando è parso partire in leggero anticipo ma per la direzione gara è stato tutto nelle regole.

Domenica da dimenticare per l’altro Andrea di Borgo Panigale. Dovizioso ha dovuto mollare al quattordicesimo giro, quando ha infilato la corsia box per scendere dalla sua Ducati, frenata da fortissime vibrazioni al posteriore.

E Rossi? Il solito Valentino. Spinto dalla bolgia festante dei novantamila del Mugello, il Dottore ha trovato le giuste motivazioni pur partendo dalla terza fila e sin dalle prime battute ha aggredito i cordoli mettendo insieme una rimonta da dieci e lode, che alla fine gli ha consentito di tenere a debita distanza (oltre tre secondi di vantaggio) l’Honda di Dani Pedrosa.

Nella gara di Moto3 Romano Fenati si deve accontentare del terzo posto dietro Kent e ol portoghese Oliveira, che regala la prima vittoria al suo Paese. In Moto2 sagra delle cadute. Rotolano nelle vie di fuga Corsi, Luthi (quando era in testa), Morbidelli e Folger (era terzo). Vince il campione in carica Tito Rabat davanti a Zarco e a Aegerter.

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