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Donadoni–Sarri–Festa: è totopanchina

di Mario Frongia
Donadoni–Sarri–Festa: è totopanchina

Tommaso Giulini non scioglie le riserve sul nuovo allenatore del Cagliari, ma la corsa sembra ormai ridotta a tre nomi

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CAGLIARI. Corsa a tre in casa Cagliari. Roberto Donadoni, Maurizio Sarri e Gianluca Festa: ci sono forti probabilità che dal toto allenatore per il Cagliari formato serie B spunti uno di questi. Ma è da matti fidarsi: Tommaso Giulini ha un piano B. E non solo perché Donadoni è stato accostato al Milan. Ma anche per il vortice di nomi e ipotesi sulle panche di oltre la metà delle società di A e, a cascata, su quelle della cadetteria. Parrebbe invece quasi certo che dal radar del presidente e del ds Capozucca, sia uscito Pierpaolo Bisoli. Un altro tecnico che azioni in calo sarebbe Andrea Stramaccioni. Nonostante abbia con il patron la vicinanza professionale maturata negli anni d’oro dell’Inter (Champions con la Primavera nerazzurra a Londra, ndr), l’allenatore uscente dell’Udinese non rientrerebbe tra gli obiettivi del numero uno rossoblù.

Stand by, dunque. Ma attenzione: la volata sul trio doc potrebbe subire un’accelerata tra oggi e domani. Per dirne una, i contatti con l’entourage di Sarri sarebbero proseguiti anche ieri notte. Tra Milano e Monza lo scambio di pareri pare sia andato avanti con buona lena. Da Sarri a Festa: il tecnico di Monserrato - per media punti (1,86) secondo solo ad Allegri (2,29) – aspetta solo un cenno dalla presidenza per ripartire a modo suo.

Papabili. La questione allenatore è ovviamente prioritaria e dirimente per il progetto rossoblù. Conferme, acquisti e partenze, prestiti e comproprietà, rosa da rimpolpare, ritiro e scaletta di lavoro, passano per un tecnico con collaudate capacità organizzative, tattiche e tecniche, conoscitore dei meandri della B, abile nel costruire un gruppo che sappia soffrire per 42 giornate. E non solo. “Mi piace pensare a uno che abbia la cazzimma” ha dettato Giulini. Ovvero, furbizia, autorevolezza, ricerca del proprio tornaconto sempre e comunque. Insomma, l’identikit è nitido. Da qui, l’idea che non tramonta mai. Infatti, dovrebbero essere ancora tra i papabili, nonostante le smentite ufficiose del club di viale La Playa (ancora per poco, prima del trasferimento nel Largo Carlo Felice) Giampiero Ventura e Ignazio Marino. Il primo, grazie all’amicizia del presidente e di Capozucca con Cairo, patron del Toro, vorrebbe anche levarsi la soddisfazione di riportare il Cagliari in A per la seconda volta. Gli handicap? Chiede tanti denari e un contratto triennale. Mentre Marino potrebbe non soddisfare pienamente per l’insieme delle caratteristiche.

L’idea Sarri. Architetto di un calcio efficace, arioso, determinato e umile, Maurizio Sarri ha regalato al campionato un Empoli capace di giocare a testa alta con chiunque. «Il Cagliari? Ci ha asfaltato in casa e al Sant’Elia abbiamo pareggiato al 93’. Ma si vedeva che erano impauriti» le parole del tecnico toscano. Prima bancario e poi coach pallonaro finito nel mirino delle grandi, ieri Sarri è stato premiato nella sala consiliare del comune di Amalfi nell’ambito della rassegna “I migliori votano i migliori”. Il tecnico ha avuto la “Panchina giusta”, riconoscimento per l’allenatore della A che si è distinto “per fair play, comportamenti o gesti di particolare correttezza e lealtà sportiva”. Aspetti che piacciono, e non poco, a Tommaso Giulini.

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