Meo Sacchetti vuol dire fiducia «A Milano sappiamo vincere»
Il coach della Dinamo chiede ai suoi una gara7 all’ultimo sangue e «non solo per un tempo» Sull’arbitraggio a fine partita neanche una parola: «Quel che dovevo dire l’ho detto a loro»
SASSARI. «Abbiamo già dimostrato di saper vincere a Milano». Meo Sacchetti ha sentito subito il dovere di ricordarlo a se stesso, ai suoi e ai tifosi, che la Dinamo può e sa farlo, perché ieri ha sciupato l’occasionissima.
Il coach ha fatto di tutto per mascherare la delusione, davanti ai microfoni della sala stampa, e nonostante la sconfitta è riuscito a trovare gli aspetti positivi del match disputato dai suoi. Pochi. «Abbiamo avuto un approccio al match molto buono...» poi però prevalgono quelli negativi, nati dal netto calo del Banco con il progredire del match. «Per come abbiamo giocato avremmo potuto avere di più, in avvio – prosegue il tecnico dei biancoblù –, poi abbiamo fatto fatica, non abbiamo trovato alternative alle giocate espresse nel primo tempo, abbiamo avuto una scivolata e non siamo riusciti a rientrare. Anche lunedì nel primo tempo avevamo fatto delle ottime cose, ma nel secondo non sono venute». Già. Stanchezza, anche? «Abbiamo prodotto un grande sforzo ma siamo stati poco continui – spiega Mao Sacchetti –, e abbiamo avuto poco dai giocatori che non c’erano nel primo tempo. Loro hanno trovato delle giocate importanti e hanno creato il gap».
Come ci si ricarica, dopo una sconfitta e soprattutto dopo questa sconfitta, in un match ball casalingo sul quale tutta la Sardegna puntava? «Ci si ricarica giocando una grande partita – replica il tecnico della Dinamo –, e noi abbiamo giocato delle grandi partite anche a Milano, oltre che a Sassari. Dobbiamo trovare le energie più profonde che abbiamo. Dobbiamo tirare fuori tutto e giocare come sappiamo, come abbiamo dimostrato di saper fare quando abbiamo vinto. Dovremo giocare come se non ci fosse più un domani, non come abbiamo fatto in gara6. Dovremo giocare allo spasimo».
E dovranno farlo tutti. Tornando sul match, e dopo aver ricordato che a Milano la Dinamo ritroverà Kenny Kadji («E’ appena rientrato a Sassari, a Milano ci sarà», garantisce il coach) Sacchetti non getta la croce su Dyson («E’ questo giocatore, nel bene e nel male»), e spiega la sconfitta con i numeri: «La differenza l’hanno fatta le palle recuperate: 8 nel primo tempo solo una nel secondo. Vorrà dire qualcosa?». Neanche una parola, invece, sull’arbitraggio: «Lo sapete, non sono quel tipo di giocatore – è il lapsus –, anzi di allenatore. Quel che dovevo dirgli l’ho detto direttamente a loro».
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