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basìket playoff Il Banco si gioca tutto in una notte

di Roberto Sanna
basìket playoff Il Banco si gioca tutto in una notte

Dinamo Sassari al Forum di Assago, va in scena gara7 contro l’Armani Milano: chi vince si qualifica alla finale scudetto

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SASSARI. Eccoci qua, dove solo Milano voleva essere. Alla vigilia della stagione, forse, la Dinamo avrebbe firmato per giocarsi tutto in una gara7 al Forum, il suo campo nemico preferito, invece il fatto che questa gara si disputi è un miracolo per Milano. Avanti 3-1 nella serie, il Banco ha sciupato due matchball dopo essere stato avanti di 15 punti in gara5 e 14 in gara6, ora si ritrova a giocarsi tutto in un match che per la squadra sconfitta significherà i titoli di coda della stagione. Non può essere felice di questo ma, attenzione, se non era finita per Milano sull’1-3 figuriamoci se può esserlo per la Dinamo sul 3-3.

I rientri. Uno per parte. Milano recupera Hackett dopo le due giornate di squalifica, la Dinamo Kenny Kadji che per problemi familiari ha saltato addirittura le ultime tre partite. Con Hackett Milano ha più difesa, leadership e attitudine vincente, Kadji invece è la spalla ideale per Lawal nella lotta contro Samardo Samuels. Con entrambi in campo il Banco è in vantaggio 2-1 ma siamo già in un’altra epoca, gara7 sfugge a molte logiche. Per come sono andate le cose, comunque, alla Dinamo Kadji è mancato più di quanto Hackett non sia mancato all’Armani.

L’attitudine. La Dinamo ha una sola gara7 alle spalle, quella persa in casa contro Cantù due anni fa. Milano invece l’anno scorso ha vinto lo scudetto proprio a gara7, dopo essere riemersa dal 2-3. In più Banchi, Moss e Hackett due stagioni fa hanno vinto a Siena lo scudetto sopravvivendo due volte (contro Milano e contro Varese) a una gara7 in trasferta. Insomma, Milano dovrebbe sapere meglio come ci si comporta in certe situazioni. D’altra parte è anche vero che se il Banco riesce ad azzerare tutto quello che è successo nelle ultime due partite ed entrare nell’ottica che questa è una serata da “one shot, one kill”, può tirare fuori una cattiveria unica che quest’anno Milano ha già sperimentato due volte nelle finali della Supercoppa e della Coppa Italia.

Il fattore campo. Il Forum va verso il tutto esaurito e 11mila persone sono tante, possono farsi sentire e trascinare. D’altra parte la Dinamo non sembra avere particolari tensioni. Nel senso che l’unica gara7 che ha giocato (e perso) è andata in scena al PalaSerradimigni, mentre al Forum ha una percentuale di vittorie al limite dell’incredibile. Non è come essere in casa, però è sempre un campo che emana sensazioni positive e non è certo il Pianella, che per i biancoblù emana negatività.

La partita. Troppo particolare, si può prestare a mille congetture, magari opposte. Di certo l’Armani arriva sull’onda di una grande rimonta ed emotivamente è carica, poi bisogna vedere quanto saprà gestire la pressione di una partita senza ritorno visto che sono state queste le situazioni che ha sempre gestito male. E a proposito di gestione, il Banco non può pensare a come ha gestito questa serie e soprattutto le ultime due partite, che ha condotto sempre nella prima parte, con vantaggi anche importanti, e ha compromesso dopo l’intervallo, in particolare nel terzo quarto. Una delle note più negative di gara6 è stata proprio quella sensazione di ineluttabilità che ha pervaso il PalaSerradimigni non appena Milano, all’inizio dell’ultimo quarto, è riuscita ad allungare. Una negatività che va abbandonata perché comunque c’è da giocare una partita che può portare la Dinamo in finale scudetto. Il nodo dei biancoblù resta prima di tutto il rendimento di Dyson e Sanders: il primo è totalmente assente, il secondo quando entra bene nel match fa la differenza. Dyson nelle ultime partite è diventato un problema serio, aveva cominciato male i playoff per poi assestarsi su un rendimento almeno dignitoso, ora è crollato: 6/36 al tiro negli ultimi tre match, con letture pessime delle situazioni di gioco che lo vedono partire a testa bassa contro il muro degli avversari che ormai lo aspettano e riempiono l’area non appena lui batte l’uomo. Aggrappato alla speranza di vederlo risorgere, il Banco vive l’ennesima serata storica della stagione: a prescindere da tutto, siamo a 40’ dalla finale scudetto. E in questi casi sognare non solo è lecito ma doveroso.

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