«Reggio è tosta, sarà una finale bella e divertente»
Il coach Meo Sacchetti è carico e rispetta gli avversari «Drake Diener? Meglio che non ci sia, lo saluterò»
SASSARI. «Pensavo di essere già in vacanza e dedicarmi alle mie attività, invece con grande piacere dovrò prolungare la stagione e giocare questa finale». Il coach Meo Sacchetti sorride un po’ sornione, difficile credere alle sue parole e al fatto che prima della gara7 di Milano si immaginasse già a tempo pieno nell’uliveto di casa sua ad Alghero. Per Meo è la seconda finale della carriera, la prima da allenatore dopo quella da giocatore persa contro Pesaro quando giocava a Varese. «sono cose troppo diverse, vivere le partite da allenatore o da giocatore. In più io tendo a rimuovere il passato il prima possibile, ho difficoltà a ricordarmi le cose di qualche mese fa, figuriamoci se parliamo di anni».
Che finale scudetto sarà?
«Penso bella e divertente. Alla vigilia avevo detto che speravo di incontrare Reggio Emilia perché, al di là del rapporto che mi lega al coach Menetti, sarebbe stato bello che lo scudetto potessero giocarselo due allenatori e due squadre che non lo hanno mai vinto. Comunque vada, per qualcuno sarà la prima volta».
Reggio è una squadra mentalmente tosta, lo ha dimostrato proprio in semifinale contro Venezia.
«Ha saputo ovviare a una grande emergenza infortuni, la testa è stata decisiva. Abbiamo comunque caratteristiche differenti: loro sono una squadra “bianca”, noi siamo una squadra più “nera”».
Senza Lawal è una gara1 più difficile?
«Non parliamo di assenze, per favore. A loro mancano Mussini e Diener, per tutta la stagione hanno avuto problemi di infortuni molto più di noi».
Anche con Drake ha un grande rapporto: le dispiace non trovarselo di fronte in finale?
«Meglio che non ci sia. Comunque posso sempre salutarlo dietro la panchina».
Battere Milano non comporta il rischio di sentirsi già appagati?
«Se uno ha problemi di appagamento prima di una finale scudetto non ha capito niente dello sport».
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