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«L’esplosione di Sirigu? Ci ho messo le mani io»

«L’esplosione di Sirigu? Ci ho messo le mani io»

Il massaggiatore nuorese Pietrino Bindi racconta come permise al portiere di fare il provino decisivo

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DORGALI. Nuorese di nascita, («Nuorese doc», precisa lui), e dorgalese di adozione, Pietrino Bindi compare a periodi più o meno regolari nello stadio della cittadina con la sua inseparabile borsa nera. Conosce i segreti delle caviglie dei giocatori di calcio, e non solo, di mezza provincia di Nuoro. È stato il massaggiatore storico della Nuorese. Con le sue “manipolazioni” ha fatto e ancora oggi fa miracoli , ha sistemato situazioni muscolari complicate a tanti giocatori.agli amatori ai protagonisti e ai professionisti, a partire da Salvatore Sirigu, oggi portiere del Paris San German. Grazie a lui. «E ho anche salvato la vita a un giocatore del Grosseto”.

Pietrino Bindi: 66 anni, segni particolari, massaggiatore. Una passione iniziata in gioventù e sviluppata nel tempo. In forza alla Asl di Nuoro, adesso che è in pensione ha più tempo a disposizione e continua peregrinare per i campi di mezza Sardegna dove viene chiamato dai tantissimi amici sparsi ovunque. E lo fa gratuitamente, o, come ama dire lui, “senza scopo di lucro”.

E’ sempre pronto a partire, una sorta di Superman che risolvere problemi. E non ha problemi a raccontare con dovizia di particolari il come.

Rimarrebbe ore a sgranare il suo rosario di episodi: «Ho iniziato a fare il massaggiatore alla Nuorese dopo il fallimento sotto la presidenza Bellodi, nel campionato 84-85. Col passare degli anni ho acquisito esperienza e ho speso molti soldi per aggiornarmi. Dopo la Nuorese ho lavorato con l’Atletico Nuoro, ma già in tanti chiedevano un mio intervento. Ricordo in particolare un signore di Orotelli completamente bloccato, nonostante 7 mesi di fisioterapia. Aveva un blocco renale, ha rischiato la dialisi... la famiglia mi ha ringraziato, lo fa ancora. Tra i giocatori ricordo Andrea Pintori della Nuorese cha aveva grossi problemi, poi risolti. A Emerson, altro giocatore della Nuorese, avevano diagnosticato un pubalgia ma io mi sono accorto che cosi non era”. Poi l’episodio con Salvatore Sirigu, allora giovanissima promessa della Puri e Forti di Nuoro, campionato 2008- 209 . “Mi avevano cercato perché doveva andare a Venezia per un provino ma aveva grossi problemi, era in trattamento fisioterapico ma non aveva recuperato al meglio. In quelle condizioni non poteva presentarsi. Venne a casa, da solo, per chiedermi se mi fosse possibile vederlo, ma visto che non mi aveva considerato prima non ero disposto a seguirlo. Si era infortunato qualche tempo prima, era stato sottoposto a varie terapie da alcuni luminari ma con scarsi risultati. Aveva pochissimi giorni a disposizione prima della partenza per Venezia dove doveva presentarsi nella forma fisica migliore e non certo acciaccato com’era. Fu mia moglie a convincermi e guardarlo. Arrivò a casa sostenuto da due amici. Subito mi resi conto che aveva il quadricipite completamente scompensato. Devi stringere i denti perché ti farò molto male ma riuscirò a recuperarti in tempo per il provino, gli dissi. Un intervento intensivo, e al terzo giorno camminava benissimo. Gli assegnai un esercizio specifico per i portieri poi partì per Venezia. Il sabato mi chiamò da Venezia il suo procuratore per dirmi che la squadra di cui presidente era Zamparini, che poi lo portò al Palermo, lo aveva preso. “Ti ringrazia il padre”. Poi più nulla. Sinceramente mi sarei aspettato almeno una telefonata dal padre ma anche dallo stesso Salvatore Sirigu, che non è mai arrivata e questo un po’ mi dispiace. Sto ancora aspettando perchè ci tenevo. Sono convinto che nelle condizioni in cui era lo avrebbero scartato sicuramente”.

E naturalmente, forse non avrebbe fatto la strada che poi ha fatto grazie alla sua bravura. E alla sua fortuna, cominciata proprio in occasione dell’incontro con Pietrino Bindi, incontro che lo stesso Siriguo aveva fortemente voluto.

E visto che è in vena di rivendicazioni, Pietrino Bindi ne ha una anche per i nuoresi. Il suo punto di riferimento adesso sono i campo della Solitudine. “Mi dispiace non essere stato preso in considerazione dalla Nuorese, purtroppo mi chiamano solo in situazioni particolari ma io non mi sono mai rifiutato di offrire la mia prestazione, molto delicata perché come ultima risorsa non posso sbagliare. Ma vengo considerato più nei paesi che a Nuoro e non riesco a capirlo. Ma pazienza. C’è sempre chi, nel circondario mi aspetta a braccia aperte ».

Nino Muggianu

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