Dall’inferno al paradiso La Dinamo riapre la serie
Finale thrilling a Sassari: Logan riacciuffa Reggio, siamo 1-2. Domani gara4
SASSARI. Risaliti dall'inferno. Indietro di 13 (49-62) dopo un terzo quarto da incubo con 4 punti segnati, Reggio Emilia che già pregustava un 3-0 col quale avrebbe praticamente chiuso la serie e messo in tasca virtualmente lo scudetto. Nove minuti alla fine, la Dinamo sembrava già fuori dai giochi. Poi il professor Logan ha deciso che no, non poteva finire qui, non poteva finire così. E ha cominciato a vedere largo come una vasca da bagno quel canestro che sembrava inviolabile: 19 punti in 9' inaugurati da due triple di fila, il pareggio, ancora con un tiro da tre a 2' dalla fine, che ha fatto venir giù il Palaserradimigni. Il momento-Dinamo che tutti stavano aspettando in questa serie, 33 punti in un quarto, partita ripresa e tenuta in mano, riaperta solo da uno scandaloso fischio degli arbitri che hanno creato dal nulla un fallo di Dyson. È finita con una sfida ai liberi, il Banco ha sbagliato qualcosa di troppo, Reggio ha avuto anche la tripla del pareggio ma il tiraccio di della Valle da metà campo non è andato. Ancora vivi, ancora sotto ma stavolta è1-2 e la consapevolezza che Reggio si può battere e domani gara4 può riportare tutto in equilibrio.
I redivivi. Jerome Dyson stavolta c'era, con tutto il suo campionario di pregi e difetti, ma efficacissimo quando c'è stato da attaccare la difesa. Sanders ha avuto un primo quarto di fuoco poi è calato in attacco, ma ha messo ilo corpo in difesa e ha tirato giù 7 rimbalzi, con loro in partita è un'altra cosa, il Banco può giocare in un certo modo anche in difesa, cambiare la partita. E nel primo quarto d'ora è stata davvero un'altra musica rispetto a quello che si era visto al PalaBigi.
L'approccio giusto. Dinamo subito aggressiva in avvio, in difesa azzanna più che mordere, costringe Reggio a 10 palle perse nel primo quarto. Reggio si piazza subito a zona, una 3-2 che già Menetti aveva utilizzato a piene mani contro Venezia e ha riproposto fino allo sfinimento oggi, dopo che nelle prime due partite non ne aveva avuto bisogno. Il Banco ci sbatte subito il muso e Reggio piazza tre contropiede di fila, sul 7-13 la Dinamo comincia a risalire. Intanto sul parquet sono botte da orbi, il primo fischio degli arbitri arriva dopo 6'06'', la Dinamo ci mette un po' ad adeguarsi. Un gioco da tre punti di Lawal segna il sorpasso (15-13), Sanders è un martello, Sosa comincia il secondo quarto con 7 punti e la Dinamo è al comando, cerca il break più volte ma non riesce a decollare: 36-25, 41-29 ma Reggio rientra sempre. E l'ultimo minuto, con un parziale di 5-0 per gli ospiti, chiude un primo tempo nel quale la Dinamo raccoglie forse meno di quanto aveva seminato.
L'incubo. Sarà la zona, sarà che Reggio, contenuta la prevedibile sfuriata biancoblù diventa più minacciosa, sarà l'ormai tragica sindrome che accompagna la Dinamo dall'inizio del campionato, ma nel terzo quarto si gioca a un canestro solo. Il Banco segna appena 4 punti con un terrificante 2/23 senza battere nemmeno un libero, Reggio adesso è sola al comando e non sbaglia un colpo. I biancoblù impiegano 8' a mettere dentro il primo pallone, Reggio scappa con tre triple consecutive di Della Valle mentre Lavrinovic detta legge sotto canestro e Lawal annaspa.
La zona-Dinamo. Sembra tutto già deciso, il Banco che non fa mai canestro, Lawal si prende un tecnico ed è il quarto fallo, la zona 3-2 che più che un muro sembra una melassa nella quale l'attacco biancoblù resta invischiato, si muove al rallentatore. Ma non può finire così, dice David Logan. E così succede che la Dinamo dopo aver segnato 4 punti nel terzo quarto ne segna 33 nell'ultimo, ribalta la partita dal 47-58 al 74-68 in 8'. Ci rivediamo domani, non sarà una serata facile per nessuno.
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