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Azzurrini, è una sfida da dentro o fuori

Azzurrini, è una sfida da dentro o fuori

Europei under 21: contro il Portogallo la squadra di Di Biagio è costretta a vincere se vuole continuare l’avventura

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ROMA. Una partita da dentro o fuori ma per gli azzurrini stasera non ci sono alternative. Il ct Gigi Di Biagio lo definisce «un momento delicato, problematico e particolare», ma se il tecnico ha qualche dubbio alla vigilia della gara con il Portogallo non è certo legato al valore della sua squadra. «La mia Under - sottolinea il tecnico azzurro nella conferenza stampa alla vigilia del match - sa soffrire e nei momenti delicati ha sempre trovato le motivazioni giuste. È una partita da dentro o fuori, ma chi ci conosce, chi ci ha seguito in questo biennio, sa che il carattere al momento opportuno lo tiriamo fuori. Resto più che mai convinto di arrivare fino in fondo a questo torneo».

Il primo input del tecnico alla squadra è stato quello di archiviare la partita con la Svezia, sebbene la sconfitta bruci ancora e oggi è stata «appesantita» dalla squalifica per tre giornate a Sturaro: «Abbiamo appreso la notizia - ha dichiarato ancora Di Biagio - e adesso la Federazione valuterà cosa è meglio fare per lui e per noi. Adesso però dobbiamo concentrarci sulla gara di staserase vogliamo battere il Portogallo. Certo, ripensando alla partita di giovedì, più che parlare di cosa non mi è piaciuto, devo dire che mi è dispiaciuto che i ragazzi non abbiano cercato con cattiveria calcistica il secondo gol, quando la Svezia era alle corde. Ma adesso è inutile stare a parlare di queste cose, non ha senso».

I dubbi di Di Biagio sono legati alla formazione: «Devo vedere se qualcuno è in grado di recuperare e poi deciderò. Ci sono diverse cose da valutare». Se il tecnico ci crede, la squadra non è da meno. La presenza del commissario tecnico Antonio Conte questa sera in tribuna è uno stimolo in più per gli azzurrini, non solo per quelli in rampa di lancio. Berardi, il «gioiellino» di questa squadra, assicura: «Gli stimoli non ci mancano, e la presenza di Conte li aumenterà. Non possiamo sbagliare e non lo faremo. La sconfitta con la Svezia ce la siamo messa alle spalle, vogliamo tutti restare fino alla fine. Io ci credo, anche se devo ammettere che il Portogallo gioca un bel calcio e non è l'ultima arrivata, bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire. E ricordarsi che vestiamo la maglia azzurra: per me è un motivo d'orgoglio e allo stesso tempo un sogno che si realizza».

«Ho guardato con attenzione la prima partita dell’Italia: ho analizzato anche ogni loro singola partita giocata nelle qualificazioni. Conosciamo il loro valore e non saranno certo 45 minuti giocati sottotono a farmi cambiare idea. Inghilterra e Italia sono due grandi squadre con stili di gioco molto differenti. Il punto di forza dei nostri avversari è la sua qualità difensiva, non solo sotto il profilo individuale. Sono una squadra molto pericolosa anche in attacco, i loro movimenti offensivi sono repentini e questo mette in difficoltà squadre come la nostra che amano il palleggio».

Così, alla vigilia di Italia-Portogallo under 21, il ct dei giovani lusitani, Jorge. «Tutti parlano della finale del 1994 ma non sarà per noi una motivazione extra. Innanzitutto perchè non ne abbiamo bisogno e in secondo luogo perchè è è stata giocata tanto tempo fa».

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