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Da Buffon a Zola, trent’anni di campionissimi e di trionfi

PARMA. Il Parma saluta il calcio professionistico. Con il fallimento scompare la società gialloblù, già scesa matematicamente in B sul campo lo scorso 29 aprile, dopo il 4-0 incassato in casa della...

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PARMA. Il Parma saluta il calcio professionistico. Con il fallimento scompare la società gialloblù, già scesa matematicamente in B sul campo lo scorso 29 aprile, dopo il 4-0 incassato in casa della Lazio. C'era stata, è vero, una retrocessione in B nel 2008, con immediata risalita l'anno seguente, ma questa volta per gli emiliani si chiude davvero un quarto di secolo ricco di gloria e di trofei. La data del 22 giugno 2015 resterà tristemente nella storia centenaria del Parma Fc, nato nel dicembre 1913. Da allora tanti i momenti di gloria a partire dal 1986 quando la sponsorizzazione della Parmalat apre sentieri nuovi e ricche prospettive. Sacchi e Zeman insegnano calcio moderno, ma è il pragmatismo di Nevio Scala, sergente di ferro, a fertilizzare l'entusiasmo della provincia che scala i quartieri nobili del calcio italiano. Promozione nel 1990 e dopo due stagioni Coppa Italia a spese della Juve del Trap con gol di Osio e Melli, eroi della prima fase con Benarrivo, Zoratto, Apolloni, Asprilla e “Condor” Agostini. Alla terza con Melli e Cuoghi vince la Coppa delle Coppe (3-1 all'Anversa). Ecco Dino Baggio, Crippa, Zola e Sensini per la Supercoppa europea a spese del Milan di Capello. Nel maggio 1995 il Parma fa il suo lusinghiero bilancio: terzo posto dopo lunga lotta con la Juve di Lippi che la batte in finale di Coppa Italia. Poi la realtà si fa dura, Tanzi affida la presidenza al figlio, la panchina al giovane Ancelotti, gli investimenti e le esposizioni diventano faraoniche, si creano le premesse per il disastro. Dopo Cannavaro arrivano Thuram, Chiesa e Crespo, dal vivaio esce Buffon e nel 1997 ecco lo scudetto sfumato per due punti con la Juve, che vale l'accesso alla Champions.

Con Malesani il Parma vola in paradiso nel 1999: Coppa Uefa con 3-0 al Marsiglia, Coppa Italia dopo due pari con la Fiorentina, poi Supercoppa Italia sul Milan di Zac. Comincia la diaspora dei campioni, la società scricchiola, ma fa in tempo a vincere un ultimo trofeo, una Coppa Italia nel 2002 con Junior e Carmignani in panchina.

Nel 2006 arriva Tommaso Ghirardi, che l'anno dopo si affida a Cuper la cui gestione conduce alla retrocessione dopo 18 anni. Il Parma riparte dalla B e Guidolin ottiene subito la promozione. Negli anni arrivano Giovinco, Amauri, Candreva, Pellé, Biabiany ma è solo a metà 2011-'12, con Roberto Donadoni in panchina, che il Parma riprende quota: sette vittorie consecutive e ottavo posto il primo anno, decimo il secondo, 17 risultati utili consecutivi il terzo. Donadoni fa miracoli nonostante una società sempre in difficoltà, tanto che per i mancati pagamenti Irpef perde l'Europa League conquistata sul campo. È l'inizio della fine

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