«Un match infinito chiuso alla grande»
Dyson: «In gara7 serve la stessa voglia». Devecchi: «Una serata da pazzi»
SASSARI. «Com’è stata la partita? Lunga, estremamente lunga...». Jerome Dyson rompe il ghiaccio con una battuta dopo 55 minuti di grande basket e di emozioni intensissime.
«Ora sono molto stanco – dice la guardia americana – ma l’importante è avere vinto; è stata una grande partita da entrambe le parti. Tutti volevano vincere, ma noi volevamo assolutamente arrivare a gara7 e abbiamo tenuto duro sempre. Abbiamo fatto di tutto nonostante la loro grande difesa».
«Non ci sono stati strappi troppo grandi – sottolinea l’ex giocatore di Brindisi –. Ma nelle partite arriva un punto in cui devi cogliere l'opportunità per fare canestro e per fortuna l'abbiamo sfruttato».
Avete mai pensato che fosse finita? «No, veramente. Il momento più duro è stato negli ultimi minuti del tempo regolamentare. Abbiamo dovuto fare i conti con i falli: io a un certo punto ne avevo quattro, stavo giocando molto la palla ma ho cercato di dare un contributo anche in difesa. Abbiamo fatto grandissime cose nell’uno contro uno, mentre loro hanno difeso alla grande a zona».
Con quale testa affronterete gara 7? «La stessa di stasera – assicura Dyson, autore di 26 punti –. È l'ultima partita, o si vince o si chiude. Sarà dura, non avremo i tifosi, dovremo stare in partita soprattutto all’inizio. Sarà una vera battaglia, ma sappiamo cosa ci stiamo giocando».
Jack Devecchi scuote la testa come uno che fa fatica a capacitarsi. «È stata una vittoria da pazzi – dice l’esterno della Dinamo –, è successo veramente di tutto, ma siamo strafelici di andarci a giocare tutto in gara». Devecchi riprende fiato e prova ad analizzare la situazione in maniera un minimo distaccata, nonostante la partita sia terminata da pochi minuti. «Siamo due grandi squadre ed entrambe meritiamo di stare qua. Però una soltanto vincerà lo scudetto e quella squadra vogliamo essere noi. A questo punto siamo tutti stanchissimi ma le energie in una finale scudetto si trovano, eccome. Il morale è a mille, ovviamente, ma non c’è da fermarsi a festeggiare. Dobbiamo solo riposare e resettare ancora una volta tutto».
A.Si.
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