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Amarcord: voci e ricordi di “dinamisti” veri

Lo scudetto della Dinamo ha riacceso i ricordi e la voglia di raccontarli di chi ha visto nascere la squadra sassarese e l’ha seguita fino a oggi. Sono testimonianze che arricchiscono di dettagli l’im...

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Lo scudetto della Dinamo ha riacceso i ricordi e la voglia di raccontarli di chi ha visto nascere la squadra sassarese e l’ha seguita fino a oggi. Sono testimonianze che arricchiscono di dettagli l’impresa dela squadra rossoblù. Vincenzo Mangione ricorda una ...dimenicanza.

«Ho rispolverato l'inno ufficiale della Dinamo -scrive – nato nel 2002 dalla mente del maestro Antonio Deiara con il testo di Bertulu, Cuboni, Deiara, Meridda, Milia, Piana.

Pochi ricordano questo inno che accompagnò tanti «riscaldamenti» prepartita.

Quasi nessuno ricorda che quest'inno contiene una frase davvero profetica che –dopo 13 anni– si è realizzata.

«…ora un sogno in fondo al cuore, il mio team in tricolore». Peccato che sabato, nella festa in piazza d'Italia, oltre «il cielo è sempre più blu» e «faccia di trudda», non siano risuonate anche le note dell'unico vero inno ufficiale della Dinamo».

Anche Antonio Satta, sindaco di Padru e segretario nazionale dell’Upc, ricorda con orgoglio di essere stato tra i fondatori della squadra con un gruppo di compagni della sezione E dell’Azuni. «Mi piace fare due nomi che sono stati dimenticati - dice -: Piero Baraccani e Bruno Sartori. La vittoria del tricolore rilancia il nome di Sassari in Italia e dimostra come dalla Sardegna, anche nello sport, possono nascere eccellenze».

L’ultima testimonianza è di Ignazio Masala, figlio di uno dei custodi di San Giuseppe il primo campetto “abusivo” della Dinamo: «Io l’ho davvero vista nascere e lo scudetto è un sogno che si realizza».

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