«A Sassari per il bis». Parola di MarQues
Il nuovo play della squadra biancoblù si presenta: «Mi ricordo il pubblico del PalaSerradimigni. Bel modo per cominciare»
SASSARI. Sangue texano nelle vene, un Europeo giocato con la maglia della nazionale georgiana, un anno in Italia vissuto fra la Madunina e il Palio, un approccio da uomo squadra che fa ben sperare: «Non parlo mai di obiettivi personali, preferisco pensare come parte di un gruppo. Cosa mi aspetto? Arrivare al Top di Eurolega, anche se il gruppo è tosto. E poi difendere il titolo. Molti passi da fare, ma da fare assieme alla squadra».
MarQuez Haynes ha la giusta ambizione di chi fa sport per professione ma anche oer passione. Prima firma del 2015/2016 della Dinamo Banco di Sardegna, colpo da mercato assestato dal general manager Federico Pasquini e primo tassello regalato a coach Meo Sacchetti nell'estate del post triplete.
«The best fit» così l'ex Maccabi definisce la scelta di firmare per Sassari, ovvero «l'opportunità migliore che potesse capitare in questo momento della mia carriera». Dall'Italia alla Turchia e ritorno. Con un biglietto per la Sardegna: «Non so tantissimo della città e dell'Isola, ma mia sorella insegna geografia e mi darà qualche informazione in più prima del mio arrivo – dice MarQuez sorridendo prima di tornare a parlare di pallacanestro –. Sassari in campo me la ricordo: palazzetto molto caldo, stile di gioco molto libero, fantasioso. Non è stato per niente facile affrontare la Dinamo».
Le esperienze a Milano e Siena?
«Quello che più mi è rimasto impresso sono i tifosi del basket italiano, una cosa davvero fantastica. Molto passionali, portano nel cuore squadra e giocatori, ti caricano di entusiasmano».
A chilometri e chilometri di distanza, pur se protagonista del campionato di Israele, Haynes non ha distolto lo sguardo dalla Lega A ed ha seguito il Banco nella sua straordinaria scalata al triplete: «Sono amico di Edgar Sosa e conosco bene anche Sanders. Con Rakim abbiamo frequentato lo stesso college ma in diversi periodi – spiega il nuovo regista biancoblu -. Sin dall'inizio delle semifinali ero sicuro che la Dinamo avesse buone possibilità di battere Milano, si capiva che era una squadra che poteva creare dei guai. Lo ha fatto, e ha vinto».
Che giocatore è MarQuez Haynes?
«La parola che mi descrive meglio è versatile. Gioco molto duro, dando il massimo di me stesso. Riesco a difendere, a penetrare, a costruirmi il tiro. Posso fare tante cose utili, so fare tante cose utili. Porto palla, gioco di squadra. Non mollo, mai».
Conosce Meo Sacchetti‘
«So che è un allenatore capace di migliorare l'autostima del singolo atleta, te ne accorgi già quando giochi contro le sue squadre. Sarà bello e divertente giocare per lui».
L'urna di Barcellona ha detto subito Dinamo-Maccabi, con Heynes grande ex.
«Io conosco molto bene loro, loro conoscono molto bene me: sarò pronto alla sfida e sarà molto stimolante – dice il classe 1986 uscito da Texas-Arlington con esperienze anche a Chalon in Francia e a Gran Canaria -. Il più bel ricordo di Tel Aviv? Sicuramente l'Eurolega. Ho giocato contro i migliori, ho imparato delle cose che oggi porto in dote a Sassari».
Single con la passione per i videogames, il cinema e la musica («Sono una persona normale»), lancia subito un messaggio d'amore alla sua nuova tifoseria: «Farò del mio meglio, il meglio che posso. Sono eccitato e molto emozionato all'idea di rientrare in Italia, di giocare per Sassari. It's gona be a good year». Sarà una buona annata, parola di MarQuez Heynes.
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