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Le magie di Barbara e le mille preghiere: il posto in mezzo? No!

Le magie di Barbara e le mille preghiere: il posto in mezzo? No!

SASSARI. Roma (411 km) la più vicina, e la più lontana non è stata quella lungo la costa dell'Africa fino alla spagnola Gran Canaria (3385 km), ma quella sino a Kazan: 4105 km e un sacco di aerei. A...

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SASSARI. Roma (411 km) la più vicina, e la più lontana non è stata quella lungo la costa dell'Africa fino alla spagnola Gran Canaria (3385 km), ma quella sino a Kazan: 4105 km e un sacco di aerei. A Reggio e Milano per quattro volte fra regular season e playoff, a Torino per un’amichevole. Nessuno come la Dinamo, in Italia. Altro che pullman, treno e rare volte il decollo. I campioni d’Italia nella stagione 2014-2015 hanno fatto due volte il giro del mondo.

Quando prendi più di 150 voli in una stagione pensi a una squadra con la testa per aria, ma in sede bisogna tenere i piedi per terra. La sorgente è Barbara Satta, la stratega della Dinamo-Viaggi. «Non appena conosciamo i calendari _ racconta la responsabile della società biancoblù _, cerchiamo di ottimizzare le trasferte di campionato con quelle europee. Per prima cosa blocco i voli Meridiana, che essendo nostro partner ce lo consente, mentre le altre compagnie no. Poi ci sono gli scambi fra società per pullman e alberghi e bisogna provvedere ai visti dei giocatori. Alla Dinamo girano passaporti di tutto il mondo, e non è così semplice. Il nostro pacchetto standard è da 23-25 persone al gran completo, con le compagnie non convenzionate le prenotazioni scadono in 24 ore, perciò bisogna fare tutto... al volo".

Ma mentre Meridiana ai giganti del basket riserva i posti più comodi, per le altre compagnie questi spilungoni di 2 metri e passa diventano passeggeri normali. Altro che Nba, dove più di una decina di squadre hanno l'aereo privato. Cucina stellata, sedili comodissimi, area per le videoriunioni, e le hostess che hanno firmato un accordo che vieta loro di chiedere biglietti per le partite. La stessa Nba, poi, ha noleggiato alcuni Boeing 727 che attrezza a misura di basket per poi farli tornare aerei di linea da 149 posti durante l'estate, a campionato fermo.

Un sogno per la Dinamo, che deve stringere i denti. E le gambe. Però si sopporta, e gli scambi , prassi ormai consolidata anche fra le società italiane, agevolano la logistica.

"A parte Milano però _ racconta Barbara Pinna _. Loro non ne vogliono sapere. Vogliono Alghero, e solo Alghero. Poi, dobbiamo provvedere agli arbitri, non prenotando gli alberghi ma indicandoglieli. In Eurolega forniamo due opzioni, evitando categoricamente gli alberghi delle squadre». Ma non basta. Oltre al doppio giro del mondo, il settore della Dinamo seguito da Barbara si occupa anche delle esigenze dei singoli atleti, extra campionato. «Certo – prosegue _, bisogna farli arrivare a Sassari, e farli ripartire per le vacanze».

Senza problemi? Di grattacapi grossi Barbara Pinna non ne ha mai avuti, ma... «Si lamentano, in particolare per i posti. A volte sembra chiedano il pane: ti prego, mi dicono, non un posto al centro, non il finestrino ti supplico. Per loro è importante. Ragazzi della loro altezza nei sedili normali, immaginate farlo per 150 e passa volte. Rakim Sanders era uno dei più mortificati e non solo per i disagi creati dai centimetri. Con la sua mole disturba i vicini di posto, e una fila da tre in pratica viene monopolizzata da un solo giocatore». Giocatori speciali, super frequent flyers, con atterraggio sullo scudetto. (mac)

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