Spunta il nome di Seeley ma il nodo resta Logan
La Dinamo verso una ricostruzione intelligente e senza troppa fretta
SASSARI. E rivoluzione sia. La seconda in due anni, con la consapevolezza che a fare la differenza non è il tipo di scelta ma la qualità del lavoro svolto durante l’anno. Quello dei Diener era un gruppo tirato su con pazienza a partire dall’anno da matricola, quello degli Immortali e del triplete aveva tante facce nuove assemblate grazie anche all’esperienza delle stagioni precedenti. E in nessun caso ci si può lamentare di quello che è successo. Ora la rivoluzione arriva perché se vinci tanto in un anno solo la scelta è solo tra due opzioni, provare ad aprire una dinastia o ricominciare daccapo, e se ti chiami Dinamo Sassari non hai la forza economica per avviare un certo discorso. Per come si è poi sviluppata la scorsa stagione, già dall’inizio dei playoff e in particolare da prima della finale con Reggio Emilia spirava un vento da “The last dance”. E che ballo è stato, mamma mia.
Il nodo dei piccoli. La Dinamo rivoluziona tutto e va sul mercato come ha sempre fatto: offrendo certe cifre accompagnandole con opportunità interessanti. Meo Sacchetti parte sempre dal playmaker e sicuramente MarQuez Haynes probabilmente è più play di quanto non fossero Dyson, Logan e Sosa messi insieme, anche se un tiro non se lo nega mai. La pista che porta a D’Ercole, giocatore che andrebbe a completare il reparto, lascia in realtà scoperte le altre caselle e tutto è legato a David Logan. Un giocatore che la scorsa estate Sacchetti aveva fortemente voluto ed è stato sicuramente quello col maggiore istinto assassino, nonché un grande professionista. Si è parlato anche di Rok Stipcevic e ieri il sito Sportando parlava di un’imminente conclusione con l’americano D.J. Seeley, proveniente dalla D-League con brevi esperienza in Serbia (Radnicki Kragujevac) e Germania (Bayeruth). Una scelta che sa di scommessa, o meglio investimento, in realtà, è in piedi un gioco d’incastri legato alla conferma o meno di Logan. Dyson e Sosa sembrano scomparsi dall’orizzonte biancoblù ma non è detto che non possano ricomparire in un secondo momento, anche loro legati indirettamente a Logan.
Ciao Rakim. L’arrivo di Eyenga implica sicuramente la partenza di Rakim Sanders, l’ago della bilancia della scorsa stagione. Sotto canestro il mantra è “da un Lawal all’altro”, con Gani al posto di Shane, ma attenzione perché la battuta della scorsa estate era “Sassari ha preso il Lawal sbagliato” e quindi meglio non avere fretta. Tra l’altro, la firma del lungo storicamente è tra le ultime. Per Meo i problemi nella costruzione delle squadre, si sa, sono ben altri. Di sicuro non ci sarà Kadji, che ha firmato per Brindisi., e anche Mbodj sembra destinato ad altri lidi.
Movimenti italiani. Massimo Chessa ha salutato, Matteo Formenti va verso un colloquio chiarificatore, magari al rientro del gm Pasquini da Las Vegas. Poi c’è da attendere la decisione di Manuel Vanuzzo, il grande capitano che potrebbe chiudere la carriera con una stagione vera in Legadue e lasciare la Dinamo per tornare, magari, con un altro ruolo.
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