La Nuova Sardegna

Sport

Atletica, con Filippo Tortu la Sardegna ha il suo figlio del vento

di Roberto Sanna
Filippo Tortu, primatista italiano under 18 dei 100 e dei 200
◗
Filippo Tortu, primatista italiano under 18 dei 100 e dei 200

La rivelazione dei 100 e dei 200 è nato e vive in Lombardia, ma ha scelto i Quattro mori: «Vado fiero dell’appartenenza a questo popolo, pazienza se mamma si arrabbia». Dopo i grandi risultati uno stop provvisorio: «Cresco troppo in fretta, mi fermo fino al 2016»

4 MINUTI DI LETTURA





Il nuovo figlio del vento dell’atletica italiana è un sardo vero nato a Milano e domiciliato a Carate Brianza. Filippo Tortu è figlio di un tempiese e una lombarda e ha già fatto da tempo la sua scelta di vita per i quattro mori, quest’anno ha viaggiato sospinto dal maestrale: 10’’33 sui 100, 20’’92 sui 200, record italiani Under 18 strappati a nomi storici come Grazioli e Howe.

Un talento purissimo, ereditato da una famiglia che ha lo sprint nel Dna: il fratello Giacomo ha disputato poche settimane fa la finale dei 100 agli Europei Under 23, il padre Salvino è stato uno dei migliori velocisti sardi della sua generazione con un personale di 10’’6 (e successivamente un titolo mondiale nei Master).

Poi papà Salvino è andato a Roma per l’università e ha conosciuto la futura moglie, da lì si sono trasferiti a Milano per mettere su famiglia. Giacomo e Filippo sono così nati in Lombardia, ma la loro terra è la Sardegna e pazienza se l’altra metà della famiglia «non la prende, diciamo così, benissimo» ride al telefono Filippo che dopo quei due fantastici lampi ha dovuto interrompere la stagione precauzionalmente e rinunciare ai Mondiali di categoria in Colombia.

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:sport:1.11447524:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/sport/2015/05/18/news/filippo-tortu-polverizza-con-10-33-il-record-italiano-allievi-dei-100-1.11447524]]

Che cosa hai avuto esattamente?

«Un problema di crescita che ho scoperto per caso. Ho sentito un dolorino durante la curva mentre facevo i 200, sono andato a farmi controllare e ho scoperto che i parametri erano strani: in pratica l’osso era cresciuto più dei tendini e dei muscoli. D’accordo con mio padre, che mi allena, e la federazione abbiamo deciso di fermarci e riprendere nel 2016, avrei anche potuto continuare ma il rischio era quello di un infortunio serio e non avrebbe avuto senso».

Come ti senti adesso?

«Sto bene, sono tranquillo, so che è una situazione transitoria legata esclusivamente alla mia crescita fisica. Posso comunque continuare ad allenarmi e a livello psicologico ho voglia di tornare in pista, ho davvero tanta fame e mi rifarò l’anno prossimo».

Riavvolgiamo il nastro e torniamo a quelle prestazioni eccezionali in maggio. Ti aspettavi di andare davvero così forte?

«Onestamente no, almeno all’inizio. Sui 100 avevo già corso in 10’’57 e puntavo a scendere sotto i 10’’50, magari fare 10’’45, quando ho fatto 10’’33 è stata una bellissima emozione. Dopo quel risultato ho corso i 200 con aspettative differenti e il 20’’92 non mi ha sorpreso. È stato molto bello anche il contesto, era la prima volta che correvo contro atleti di alto livello e mi ha fatto piacere ottenere certi riscontri cronometrici».

Hai battuto un record di Andrew Howe, finiremo per vederti in uno spot per un cioccolato?

«Magari... Tu lo vuoi un Kinder Bueno? Scherzi a parte, sono paragoni importanti che non possono non far piacere, ma il mio obiettivo non è andare veloce a 20 anni: io voglio fare tempi importanti da senior, nelle gare vere».

Il tuo modello qual è?

«Mio fratello Giacomo, che è arrivato in finale a Tallin sui 100 metri».

Tu avresti potuto fare grandi cose ai Mondiali di Cali: quanto ti è dispiaciuto rimanere a casa?

«Non posso negare che un po’ di rabbia ci sia stata. Intanto perché, vedendo come è andata la finale, avrei anche potuto puntare al podio. E poi perché sarebbe stata una bella esperienza con gli altri ragazzi del gruppo azzurro».

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:sport:1.11581056:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/sport/2015/06/08/news/filippo-tortu-cancella-anche-howe-1.11581056]]

Spiegaci perché ti senti un vero sardo.

«È una cosa che ho dentro da sempre, sono cresciuto con questa mentalità e da quando ho i primi ricordi la Sardegna c’è sempre. Abbiamo una casa a Golfo Aranci e sono sempre tornato in estate, quando sbarchiamo con l’auto in Sardegna la prima cosa che facciamo è abbassare i finestrini e respirare i profumi della nostra terra. E poi c’è l’orgoglio di appartenere a un popolo, parlando con un milanese non ho mai percepito da parte loro questa mentalità. Un sardo tiene alla propria terra, sempre e ovunque, io non mi sono mai sentito lombardo».

Quindi è facile immaginare anche gustosi pasti in famiglia con le specialità sarde.

«In questi giorni sono ospite a casa di mio fratello che ora vive a Torino, abbiamo appena finito di mangiare un gran piatto di malloreddus. E dalla Sardegna abbiamo anche portato una pianta di liquirizia che teniamo in terrazzo per sentire tutto l’anno i profumi della nostra isola».

Eri anche al Forum di Milano per la gara7 tra la Dinamo e l’Armani, quanto ti sei divertito?

«Tantissimo, anche perché ero con alcuni amici che facevano il tifo per l’Olimpia e li ho massacrati per tutto il viaggio di ritorno. Ho giocato a basket e sempre fatto il tifo per la Dinamo lo scudetto mi dato una grande gioia, ho seguito in tv tutta la serie con Reggio Emilia e alla fine ho festeggiato. Anche se la partita che mi è piaciuta di più non è stata l’ultima ma la sesta, quella dei tre supplementari. Però nel calcio non faccio il tifo per il Cagliari, mio padre e mio nonno, forse anche mio bisnonno, erano juventini e mi hanno cresciuto con questa fede».

Ora vogliamo sapere cosa dice tua mamma a te e Giacomo di questo vostro sentirvi sardi.

«Si arrabbia tantissimo insieme a mia nonna, provano ancora a convincerci che siamo lombardi. Ma lo devono accettare, prima o poi se ne faranno una ragione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative