La Nuova Sardegna

Sport

Il fair play è vivo: la premiazione alla Nuova Sardegna

di Mario Carta
Il fair play è vivo: la premiazione alla Nuova Sardegna

Successo di partecipazione ai Mediterranean Awards Sul palco sportivi e numerosi «campioni» della società civile

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il mondo, sportivo e non, ha bisogno di fair play. Atleti che segnalano un errore che pure potrebbe costare loro una pesante sconfitta, allenatori che rinunciano a occasioni prestigiose pur di rimanere fedeli al loro “credo”, dirigenti che hanno condotto una carriera lineare, “mettendoci la faccia”. E poi, allargando l’analisi alla società civile, ecco economisti, uomini di cultura, giornalisti.

Tutto questo (ma non solo), è stato il piatto forte della cerimonia di consegna dei Mediterranean fair play Awards, assegnati ieri a Sassari nella sala conferenze della Nuova Sardegna. Un appuntamento che ha colpito, attirando un nutrito pubblico, che si è posto come obiettivo primario quello di premiare quelle realtà sportive e non che si sono distinte nella diffusione del "buon comportamento" sia nelle attività della vita civile che nella pratica dello sport.

L’iniziativa è promossa dal vice presidente nazionale del Comitato nazionale italiano fair play, il sassarese Franco Cassano. I premi sono stati assegnati a personaggi che si sono distinti, nelle istituzioni sia pubbliche che private, nel favorire o sostenere atti e azioni che hanno contribuito in modo determinante alla riuscita di iniziative lodevoli all'insegna dei valori del fair play.

I settori individuati erano sport, impresa, istituzioni, solidarietà sociale e spettacolo.

In campo sportivo, attraverso una votazione effettuata sul sito della Nuova Sardegna, il vincitore è risultato il giovanissimo portiere dell’Atletico Olbia pulcini Fabio Tosi, deciso nel segnalare un fallo di mano di un suo compagno di squadra non visto dall’arbitro, che ha assegnato il rigore al Porto Rotondo. Tosi per il suo gesto ha raccolto un’infinità di voti sugli oltre 200mila arrivati sul sito del giornale, staccando decisamente l’altrettanto giovane cestista sassarese Ezio Gallizzi, che aveva restituito agli avversari di Nuoro la rimessa che decideva il match, e la giocatrice di pallamano Tonia Cucca, che si era rifiutata di segnare una rete mentre il portiere avversario era a terra infortunato.

La manifestazione di ieri matina, presentata dal giornalista Sergio Masia e dal cabarettista Umberto Graziano, ha permesso di approfondire alcune storie particolarmente interessanti. Come quella di Carmen Usai, che dopo aver praticato da atleta dal 1946 basket, lancio del disco, essere stata pioniera e prima donna in campo nazionale dell’automobilismo e motociclismo, ha portato da tecnico il pattinaggio a rotelle ai massimi livelli italiani, europei e mondiali, e la pallamano femminile in A1. “Rifarei tutto quanto – ha detto lei rinchiusa in un busto in gesso – un paio di settimane fa sono caduta da un albero in campagna, ma oggi ho pulito il piazzale”. Un altro “grande vecchio” dello sport a ricevere il premio è stato Dino Milia, 92 anni, presidente della Dinamo basket per 30 intense stagioni. “Arrivato per la seconda volta in A2 ho ceduto la società gratuitamente perché così bisognava fare – ha detto l’avvocato del basket sardo – e l’unico merito che ho è stato quello di trovare i primi sponsor di nome, Sella & Mosca, Banco di Sardegna, Mercury”.

Menzione obbligatoria, fra i tanti meritori premiati, per gli Amici di Gianni Biddau di Siligo, associazione nata 4 anni fa e che si occupa di assistenza ai malati terminali in tutto il territorio, e ai Tenores di Bitti, preziosissimi nella riscoperta del canto a tenore sardo, una tradizione secolare che senza il loro lavoro rischiava di andare persa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative