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Calciopoli è provata, ma arriva la prescrizione

Annullata in Cassazione la condanna dell’ex direttore generale della Juve Antonio Giraudo

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BOLOGNA. Associazione sussistente, benché prescritta. Lo confermano le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione si è espressa sul processo Calciopoli, dichiarando l'estinzione per prescrizione delle contestazioni per l'ex ad bianconero Antonio Giraudo, condannato in appello a un anno e otto mesi. La sentenza, che si riferisce alle posizioni di chi come Giraudo ha scelto di essere processato in abbreviato chiude il processo penale annullando il verdetto di appello, ma conferma le condanne al risarcimento dei danni a favore delle parti civili, tra cui quella di Giraudo a favore del Bologna. I giudici hanno respinto i 13 motivi di ricorso di Giraudo, rilievi difensivi diretti a smentire la sussistenza dell'associazione e il coinvolgimento diretto e consapevole dell'ex ad juventino: «sono infondati» e in parte inammissibili. Ed è confutando un'argomentazione difensiva, che la Corte scrive: «sono proprio i diretti contatti tra gli emissari della società che avevano concorso a predisporre le griglie arbitrali e l'arbitro definitivamente sorteggiato, a costituire la prova dell'inquinamento complessivo del sistema» iniziato con la predisposizione delle griglie e dunque, «della piena operatività di un sistema ben organizzato costituito da soggetti a vario titolo e con vari ruoli, intenzionati a porre in essere condotte penalmente illecite dirette a influire sul campionato di calcio di serie A 2004-2005».

In relazione all'associazione, la Corte osserva che la sua esistenza e «l'intraneità di Giraudo nel sistema illecito facente capo a detta struttura» è dimostrato anche «dalle schede estere comprate in Svizzera e in grado di neutralizzare tentativi di intrusione da parte di estranei» da distribuire «a quei soggetti con i quali avrebbe dovuto, di volta in volta, interfacciarsi per il perseguimento di determinate esigenze (...) ponendosi al riparo di occhi ed orecchie indiscrete: tale sistema inusitato e per certi versi ingegnoso» costituisce «la base fondante del funzionamento dell'associazione come esattamente ritenuto dalla Corte di appello».

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