Antonio Balzano e il Cagliari: siamo la squadra da battere
CAGLIARI. «Sono qui per contribuire all’immediata risalita in A del Cagliari». Antonio Balzano centra subito il bersaglio. Il difensore di Bitonto, classe ’86, 23 presenze in rossoblù tra Zeman, Zola...
CAGLIARI. «Sono qui per contribuire all’immediata risalita in A del Cagliari». Antonio Balzano centra subito il bersaglio. Il difensore di Bitonto, classe ’86, 23 presenze in rossoblù tra Zeman, Zola e Festa, ha rinnovato fino al 2018. «Sono molto felice, per me è una sfida. A fine anno riporteremo la società portabandiera di un’isola, nella serie che le compete».
Rapido, dribbling e progressione sulla fascia, Balzano si racconta così: «Il campionato scorso avevo già parlato del rinnovo con il presidente Giulini. Sì, sono molto soddisfatto, lavoreremo duro per raggiungere l'obiettivo». L’incipit e sull’inchiostro appena versato per l’abbraccio di tre anni ai colori rossoblù.
Ma con la nuova categoria, cambiano scenari e umori. «L'ambiente è mutato, serve l'euforia giusta per la serenità della squadra. Il tutto è legato ai risultati da ottenere quanto prima. La contestazione di martedì contro gli spagnoli? Dispiace, ma ci sta. Ora bisogna dimostrare che siamo diversi, in campo non devi curarti di ciò che accade in curva». Tra il prima e il dopo, anche i rivoli di una storia di allenatori e filosofie diverse. «Con Rastelli c'è un ottimo rapporto, è stato bravo a non riprendere gli argomenti della passata stagione. Ci vuole affamati e determinati. Personalmente, trasformo la mia rabbia in motivazione. La retrocessione? Nessuno si è risparmiato, purtroppo qualcosa è andata storto. Sì, sono stati fatti errori, rimedieremo».
Onesta professionale e amore per la maglia. Il Cagliari ha bisogno dell’una e dell’altro. Balzano spiega: «Certo, rispetto a Zeman, gioco e allenamenti sono diversi. Rastelli è un mister completo, mi piace l’approccio, il lavoro e l’organizzazione. Adesso, dimostriamo di essere squadra. La B non è facile». Analisi perfetta e chiara. Bersaglio e cammino richiedono testa, gambe e attaccamento. Il mancino taglia corto sullo slittamento della cadetteria. «L’inizio tardivo del campionato non è un problema, c’è più tempo per prepararci».
Arriva anche la benedizione su uno degli spot più attuali: Cagliari squadra da battere? «Si, con noi giocheranno tutti alla morte. Lo sappiamo ma non ci facciamo spaventare. La corsa sarà con Pescara, Cesena, Livorno, Spezia».
Infine un giudizio sul gruppo: «I nuovi sono fantastici! Si respira una bella aria, il gruppo è meraviglioso. Abbiamo tutti un unico obiettivo».
M.F.
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