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Il Cagliari dopo i cazzotti affila le armi

Il Cagliari dopo i cazzotti affila le armi

Archiviato il black out del Nespoli, Rastelli trova Munari e punta al prossimo obiettivo: battere l’Entella al Sant’Elia

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CAGLIARI. Coraggiosi e uniti. Con qualche zona d’ombra, e una manovra da affinare. Certo, ci sono le gambe pesanti, il caldo, l’allenamento ad appena dieci ore dal match. E l’Ajaccio apparso a Olbia è pronto per il debutto tra sei giorni nella A francese di Ibra e soci.

Per il Cagliari da combattimento perpetuo richiesto da Rastelli e costruito da Giulini e Capozucca, si avvicina il primo obiettivo stagionale. Dubbi o indecisioni? Pare di no: «In Coppa Italia vogliamo andare avanti» ha detto secco il tecnico. Ovvero, da domani, alle 17.30, ad Asseminello si ha un unico traguardo: battere l’Entella domenica sera al Sant’Elia.

Nel conto alla rovescia verso il secondo turno del trofeo Tim si scovano dettagli utili per un bilancio individuale e collettivo. Intanto, Rastelli trova Munari: centrocampista di fascia, forte fisicamente ed esperto: la giusta chioccia per Donsah, Barella e Deiola. Al centro tecnico potrebbe essere anche la volta buona per Cerri. L’attaccante-ariete scuola Juventus, è l’ultima pedina del mosaico condiviso con il tecnico di Torre del Greco. A dirla tutta, con Storari e Ceppitelli («In attesa che rientri, gioco con Krajnc e Capuano, due centrali mancini» spiega Rastelli) in riavvicinamento al gruppo dopo gli infortuni, il Cagliari prende sempre più l’identikit disegnato a giugno. Che possa bastare per gli scossoni della categoria – il cammino in coppa Italia, dopo l’Entella ci sarebbe la vincente tra Como e Trapani, il giorno di ferragosto – è da vedere. Di certo, la squadra nei cinque test amichevoli ad alzo tecnico e agonistico crescente ha vinto quattro volte, pareggiato una e subito un gol. Numeri che valgono il tempo che trovano. «Ho un gruppo con un buon minutaggio» rilancia l’allenatore campano. Abile nel tenere tutti in tiro, attento ai ruoli chiave, cacciatore di uomini veri e con gli attributi, Rastelli ha archiviato i cazzotti e il black out del “Nespoli”.

Dal ritiro ai 3 punti. Dopo l’Ajaccio, che fa cadere l’imbattibilità dei rossoblù, le considerazioni in casa Cagliari sono di vario tenore. I tifosi, ad esempio. Da un lato, i fedelissimi hanno risposto presente: oltre duemila tessere staccate e grande entusiasmo per la ripartenza. Dall’altro, la contestazione di una parte della Nord, le invettive su siti e social network che hanno nel mirino la presidenza e la retrocessione. Temi e analisi legittime. Ma adesso è il caso che la squadra stia concentrata. E sappia partire col piede giusto.

Con la chiusura del ritiro di sabato sera a Olbia, il Cagliari riparte da zero. Serve a poco recriminare su quel che ormai è stato. Ora è tempo di guardare avanti, d’altronde la serie A va riconquistata con fatti certi e concreti da parte della società. Ma anche la tifoseria e l’ambiente devono mostrare di meritarla.

Il tifo, a favore o contro, dalla tastiera di un pc è poco utile per vincere a Cesena o con il Lanciano.

Mario Frongia

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