«Porte aperte a chi crede nello sport»
La scommessa di Nicola Giordanelli: «Abbiamo 5000 metri quadri di impianti. È un delitto non utilizzarli al massimo»
SASSARI. Ha un passato da buon mezzofondista e l’esperienza giusta per far girare un motore che conosce bene. Nicola Giordanelli è, da qualche mese, il nuovo presidente del Cus Sassari, una delle società di spicco del movimento sportivo sardo. Ha preso il posto di Gianni Ippolito, timoniere storico del club sassarese, dopo avergli fatto da vice per un mandato. Il suo compito non sarà facile ma Giordanelli ha entusiasmo e voglia di far bene. «Sono consapevole che ci sarà da lavorare sodo – racconta – ma non parto da zero. Ho “ereditato” una segreteria molto ben organizzata, 5000 metri quadri di impianti sportivi, e uno staff tecnico importante. Ci sono tutte le condizioni per crescere».
Lei conosce bene la macchina del Cus. Che obbiettivi si è dato?
«Cominciamo col dire che ho trovato una macchina con tanta benzina nel serbatoio. Devo ringraziare Gianni Ippolito con il quale sono sempre stato in sintonia. Però una cosa è fare il vicepresidente, un’altra è prendere in mano il volante».
Dove vuole arrivare?
«Dal punto di vista sportivo dobbiamo consolidare i risultati ottenuti negli ultimi anni. Però il Cus non è solo sport. E così stiamo già lavorando per dotarci di un nuovo sito che contenga tutti i riferimenti e le informazioni sulla nostra attività. Gli altri punti importanti del programma sono la creazione di un centro studi (con il coinvolgimento dei dipartimenti dell’Università e, in particolare, della facoltà di medicina) e una maggiore apertura verso la città».
Un programma ambizioso. Ma cominciamo dall’inizio. Che cos’è oggi il Cus?
«Siamo un’organizzazione con oltre 1000 soci che si occupa di diverse discipline. Le più importanti sono il calcio, il basket, l’atletica e il tennis. Nel calcio abbiamo sette squadre, dai Micro-Micro fino alla Prima categoria, con un centinaio di tesserati. Nel basket abbiamo squadre che partecipano ai campionati under 13, under 14, under 16 e under 18. Abbiamo poi una squadra in Promozione (composta all’80% da ragazzi iscritti all’Università di Sassari) e una società gemellata per il minibasket. Il tennis significa una scuola con 35 ragazzini, una squadra che disputa il campionato di serie D e un gruppo di ragazzi disabili “capitanato” da Alberto Corradi. L’atletica resta il nostro fiore all’occhiello perchè è stata la prima sezione istituita e perchè continua a regalarci soddisfazioni. Sono un centinaio i ragazzi che corrono con la nostra maglia e molti hanno raggiunto vette di assoluto valore nazionale. Faccio, per tutti, il nome di Alice Cocco, campionessa italiana e punto di forza della nazionale».
Poi c’è il capitolo dei tornei...
«Sì, siamo molto impegnati anche sul fronte organizzativo. Penso alla «Coppa Rettore» e al «Torneo Interfacoltà» che ogni anno coinvolgono decine di squadre».
Guardiamo avanti. Da tempo vi state impegnando anche in altre discipline.
«Stiamo puntando sulla vela (che può diventare un’eccelenza per la nostra Università) e punteremo sulla pallamano con una squadra under 14 che parteciperà al prossimo campionato federale. Ma stiamo sostenendo atleti anche di altre disclipline e continueremo a farlo».
Ha parlato di aperture alla città. Che cosa significa?
«Significa che il Cus ha 5000 metri quadri di impianti sportivi ma quasi nessuno li conosce. E’ un peccato e sarà un mio obbiettivo cercare forme di collaborazione con le scuole e con altre realtà cittadine. Lo stesso discorso vale per quanto concerne i rapporti con l’Università. Io credo che il Cus debba diventare un dipartimento a tutti gli effetti e lavoreremo in questo senso. Ci riusciremo? Spero di sì ma vi assicuro che da buon ex mezzofondista non mollerò tanto facilmente».
A. L.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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