«Siamo la Juventus della serie B»
Ma il presidente del Cagliari Giulini avvisa: «Servirà tanta umiltà. Donsah? Nessuno ce lo ha chiesto»
ASSEMINI. «Le sei, sette squadre che vorrebbero Donsah mi ricordano le stesse che un mese fa pareva stessero dietro a Farias. Per Godfred non abbiamo avuto richieste, con la Juve ci siamo parlati un mese fa. Il Chelsea? Mai sentito». Tommaso Giulini giocava in porta, stavolta parte all’attacco. Il numero uno del Cagliari parla di mercato, obiettivo, organico e sponsor. Si parte dal rinnovo di Sau e Dessena: «Entrambi avevano richieste e ingaggi adeguati per stare in A. Hanno scelto di stare con noi e ne siamo fieri. Siamo all’anno zero, il prolungamento di Marco e Daniele è un segnale molto importante».
Qual è il messaggio ai tifosi?
«Apprezzino la loro scelta: senza nulla togliere ai nuovi arrivati questa è la ciliegina sulla torta di una campagna acquisti studiata per un Cagliari costruito per vincere la B. Sau e Dessena seguono i rinnovi di Murru e Balzano. Un gruppo coeso, motivato e solido che ci riporterà in A».
Presidente, com’è il bilancio del primo mese di lavoro?
«Sono soddisfatto. A giugno i musi lunghi abbondavano, Capozucca ci ha aiutato, anche con un filo di allegria, ad andare sui giocatori necessari alla risalita. Ha voluto Krajnc e Munari, ragazzi con l’atteggiamento giusto».
Cagliari, Juventus della B. Cosa ne pensa?
«Ho al fianco Dessena e Sau, i Marchisio e Tevez della Juve. Battute a parte, peccare di presunzione è il peggiore errore che si possa commettere. Continuiamo a lavorare sotto traccia e andiamo piano con i facili entusiasmi».
C’è qualcosa che la preoccupa?
«No. So solo che per uscire dalla giungla della B serve lavoro, tanta umiltà e profilo basso».
Torniamo su Donsah. Qual è lo stato dell’arte?
«Un giovane interessante che l’anno scorso ha fatto bene. Anche per lui abbiamo in agenda un incontro per adeguare il contratto. Certo, mi stupisco se è un avvocato (Di Cintio, ndr) a chiamarmi per fissare l’appuntamento. Donsah l’adeguamento se lo è meritato in campo, così come Barella che ha il minimo federale e avrà un ritocco».
Tra Avenatti e Cerri, la spunta Amauri?
«Difficile. Aspettiamo che Ternana, River Plate e gli agenti di Avenatti trovino l’accordo. Dovesse saltare ragioniamo su Cerri. Con la Juve tutto fila ma la trattativa è complicata e vorremmo evitare il prestito secco».
Cosa manca alla rosa?
«In difesa abbiamo cinque pedine di assoluto valore. Del Fabro è del ’95, può fare bene, Benedetti potrebbe andare a giocare. Ma è prematuro, ne parleremo in seguito».
Sponsor, come va con la Regione?
«Il dialogo è continuo. Aspettiamo la nomina di un funzionario che segua la nostra pratica e dia concretezza ai buoni propositi condivisi con la presidenza della Giunta. Auspico che il logo Sardegna torni sulle nostre maglie. Con i complimenti alla Dinamo per uno scudetto pazzesco e l’in bocca al lupo per questa stagione, spero che tutto si sblocchi non solo per il basket ma per lo sport sardo».
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