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Sport e spot: la Regione mantiene gli impegni

Sport e spot: la Regione mantiene gli impegni

Roberto Desini spiega il senso della “sua” legge: «Abbiamo poche eccellenze bisogna diffenderle»

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CAGLIARI. Fare sport di vertice in Sardegna è difficile, ma da quest’anno lo sarà un po’ meno. La Regione ha deciso di correre in aiuto alle sue società più blasonate (la Dinamo, il Cagliari e la Torres) recuperando poco più di due milioni di euro che finiranno nelle case dei tre club. E’ poco? E’ molto? E’ comunque un principio che il Consiglio ha tradotto in legge e che la giunta trasformerà presto in fatti concreti. La prossima tappa sarà la definizione dei meccanismi che determineranno la suddivisione della somma, poi i club passeranno all’incasso.

Per Roberto Desini, primo firmatario della proposta di legge (e da sempre in prima linea sul fronte dello sport), è stato un bel successo. «Le nostre squadre di punta - spiega - avevamo sempre avuto un sostegno dal parte della Regione, poi c’è stato lo stop imposto dalla Corte dei Conti e qualche incertezza legata alle sorti di Sardegna Promozione».

«Una situazione alla quale bisognava porre rimedio in maniera chiara e definitiva. La legge approvata l’altro ieri prevede che la Regione publicizzi le sue eccellenze in campo alimentare, culturale o turistico facendo leva su altre eccellenze, questa volta sportive. Abbiamo deciso di puntare sulle società professionistiche per una questione di immagine e perchè le società dilettantistiche hanno già un sostegno da parte della Regione con la legge 17. Non è stato facile far accettare a tutti l’idea ma alla fine la legge è passata e io sono convinto che sia una buona legge».

Desini conferma che quest’anno Dinamo, Cagliari e Torres si divideranno 2 milioni e 100 mila euro (in che percentuali è ancora da vedere) mentre a marzo del 2016 verrà deciso il budget per l’anno prossimo. «Si andrà avanti di anno in anno – precisa il “papà” della legge – con la Regione che avrà l’obbligo di prevedere nella Finanziaria una cifra da destinare alle attività di promozione legate allo sport».

Un risultato scontato? Tutt’altro. «Fino all’ultimo – conclude Desini – ci sono stati tentativi di allargare la platea dei possibili beneficiari al mondo dei dilettanti e ai singoli atleti, poi si è scelto di andare avanti col voto segreto. Alla fine la proposta è diventata legge, ma non è stato facile».

(a.l.)

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