La Nuova Sardegna

Sport

La grande favola azzurra di Alessia Orro

La grande favola azzurra di Alessia Orro

Da Narbolia la madre dell’alzatrice descrive così la figlia: «Una giocherellona con un bel caratterino»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. C’era una volta…Si, perché le favole iniziano sempre così, e non potrebbe essere definita in altro modo quella di Alessia Orro, giovanissima alzatrice di Narbolia, che dopo aver fatto il suo esordio nella nazionale maggiore di pallavolo è in questi giorni impegnata a Lima, in Perù, nei campionati mondiali under 18, sempre con il sorriso sulle labbra e la spregiudicatezza dei suoi 17 anni appena compiuti.

«Ma lei è sempre stata così: giocherellona», racconta Caterina Scanu, che oltre ad essere la madre di Alessia è stata anche la sua prima allenatrice, nella squadra del piccolo centro che si trova a venti chilometri da Oristano.

Un ritratto di Alessia,

«Si, mia figlia è giocherellona, ma con un gran bel caratterino, capace di insistere ad oltranza quando voleva ottenere qualcosa».

La maglia azzurra: un orgoglio.

«Certo, ma ora, per esempio, il suo commento in vista delle Olimpiadi del 2016 è che oggi è la quarta alzatrice della Nazionale maggiore, ma quello che conta per Alessia è essere dentro al gruppo.

Quando ha cominciato a giocare Alessia?

«Da piccolissima. Provava una cosa e le riusciva subito, e con lei e la sorella facevamo palleggio e bagher. A 6 anni si allenava con un gruppo under dove c’era una ragazzina che aveva il braccio “pesante” e temeva di farle male, ma Alessia non aveva paura e le teneva bene testa in difesa. A 7 giocava già con l’under 13».

Poi.

«Da quattro anni fa parte del Club Italia e vive a Milano. E la pallavolo continua a essere la sua grande avventura».

Come vivete questa esperienza in famiglia?

«Quando doveva decidere se andare o no per una settimana non le si poteva parlare, tanto era nervosa. Io il primo anno non facevo che piangere, ed anche per lei è stata dura, ma Alessia si tiene dentro le emozioni».

Il legame madre e figlia è forte.

«Siamo molto legate, e lo è anche con la sorella Sara, di 4 anni più grande, che l’ha sempre consigliata e instradata bene, raccomandandole di non darsi arie, altrimenti si smette di migliorare. Ora il fatto che stia via, e d’estate in giro con le nazionale mi sembra “quasi” normale».

Come vede la possibilità, più che concreta, che diventi una giocatrice professionista?

«Alessia ha la testa giusta, e le dico brava, però adesso non lo so vediamo fra due anni. Intanto l’anno prossimo giocherà con il Club Italia in A1 ed ha tutto il nostro paese, ma non solo, che fa il tifo per lei».

F.F.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative