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«La mia fame di riscatto spingerà in alto il Banco»

di Andrea Sini
Joe Alexander
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Joe Alexander

L’ala americana Joe Alexander: «L’infortunio è alle spalle, sono pronto»

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SASSARI. Un passato da stella vera, a livello planetario, ai tempi del college; un impatto pessimo con il professionismo, un brutto infortunio e la paura di non poter più giocare. Poi la lenta risalita e, oggi, la scommessa di potersi giocare al meglio le sue carte nel campionato italiano. La Dinamo punta grosso su Joe Alexander, che dopo due stagioni di inattività per una frattura da stress a una tibia, l’anno scorso è ripartito dal campionato israeliano e da Maccabi Tel Aviv. Non una stagione trascendentale, 7,8 punti e 3,4 rimbalzi in campionato, 11,9 minuti in Eurolega, con 4,5 punti e 2,2 rimbalzi. Ma comunque un primo fondamentale passo per tornare a essere il “mostro” in grado di dominare nel campionato Ncaa e di uscire al primo giro del Draft Nba con una super chiamata, la numero 8.

«La cosa veramente importante è giocare – dice l’ala americana nata a Taiwan, stella del college con west Virginia – e quando stai fuori per tanto tempo pensi soltanto a quello. Tutto il resto arriva dopo».

Un ragazzo di così poche parole che in confronto David Logan è un chiacchierone, ma con il tono deciso di chi sa di potersi giocare al meglio questa opportunità. «L’infortunio? È stato un bruttissimo periodo, soprattutto quando sulla mia carriera hanno iniziato a sorgere molti punti interrogativi. Ma è tutto alle spalle, l’anno scorso sono tornato a giocare, sono ancora giovane e sto bene. Preferisco parlare del presente e del futuro».

Dopo la gioventù in Cina, l’adolescenza negli Stati Uniti, e dopo avere giocato in Russia e Israele, la prossima fermata per Joe Alexander è Sassari. «Ho accettato l’offerta della società perché hanno un buon progetto e perché hanno dimostrato di saper vincere – assicura l’ex ala di Chicago, Milwaukee e New Orleans –. So ancora troppo poco per poter dare un giudizio sulla squadra, anche se diversi nomi dei miei compagni li conosco. La Dinamo è una squadra molto competitiva, arriva da un’annata in cui sono stati raggiunti importanti traguardi e la società è ambiziosa. Non mi sembra il momento di parlare di obiettivi, io sono pronto a lavorare duro e il mio unico traguardo è essere al meglio per aiutare la squadra».

L’impostazione data alla squadra da coach Sacchetti sarà sempre la solita: corsa, atletismo e grande libertà per i giocatori. «So anche questo, farò di tutto per adattarmi», assicura Alexander, che aggiunge. «L’anno scorso ho trovato un ottimo livello di pallacanestro in Israele e in Eurolega si gioca duro, è una bella sfida. Sì, certo, il mio obiettivo è fare bene anche in Europa. Sono molto contento di intraprendere questa nuova avventura, non vedo l’ora di iniziare».

Sulle sue qualità ovviamente garantisce il general manager biancoblù, Federico Pasquini. «Viene a Sassari con grande fame e voglia di dimostrare, a 29 anni, di essere un giocatore di valore. Ho sempre apprezzato le qualità di questo giocatore e non appena si è creata la possibilità di portarlo a Sassari non abbiamo esitato. Il nostro obiettivo era quello di inserire un giocatore versatile – ha detto il guru del mercato sassarese –, in grado di darci profondità in attacco e con dimensione interna. Oltre a questo volevamo creare una batteria di lunghi nella quale ‘tutti possono giocare con tutti’. Con la firma di Alexander possiamo fare questo, Meo avrà la possibilità di schierare di volta in volta una coppia di lunghi differente ma sempre perfettamente complementare. Joe può ricoprire indistintamente sia il ruolo di ala forte che di centro, per un breve periodo della sua carriera, soprattutto in chiave Nba, ha giocato anche da numero 3, ma in Europa come in D-League ha sempre occupato gli spot di ala forte e centro, ruoli a lui più congeniali. È un lungo atipico, ha forza e fisicità di un giocatore di stazza superiore, grandi qualità nel trattare la palla e nel giocare vicino a canestro grazie a una vasto bagaglio tecnico. Da numero 5 potremmo sfruttare le sue capacità in post basso, da numero 4 le sue qualità di uno contro uno e un tiro da tre punti nel quale ha solo bisogno di prendere fiducia».

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