«Disperato per la sconfitta ma fiero della Dinamo»
A quasi due mesi dalla finale, Drake Diener parla della sfida Sassari-Reggio «Siamo stati a un passo da un’impresa. E lo scudetto l’abbiamo perso in gara6»
SASSARI. Tutta la carriera in un tiro, la storia di due società e di due città tra le mani per un lunghissimo istante e la parabola - troppo lunga - che diventa una sentenza inappellabile. -2 a 3”37 dalla sirena, vita o morte. Niente ferro, niente canestro, niente di niente: vittoria per gli avversari, con lo scudetto che prende la strada di Sassari e volta le spalle a Reggio Emilia. L’ultimissimo tiro del campionato, in una perfetta scena da sliding doors, è finito nelle mani di uno degli ex più amati. A poco meno di due mesi dall’epilogo della finale scudetto, Drake Diener non ha ancora riguardato le immagini di quell’ultima azione.
«Per la verità non ho guardato niente di niente – dice DD16 dalla sua casa di Fond du Lac –, nessuna immagine, nessun sito e nessun commento. Oggi quella sconfitta fa più male di quanto non facesse a caldo e nei giorni successivi».
Per lei e per Reggio Emilia è finita nel modo più atroce.
«Non potrei immaginare un modo peggiore per perdere una partita e uno scudetto. Terminare la stagione in quel modo è stato tremendo. A caldo, ero molto deluso ma avevo l’assoluta necessità di tornare a casa. Oggi che la delusione si è sedimentata, la sensazione è persino peggiore».
Cosa ricorda di quegli ultimi secondi del campionato?
«La Dinamo stava difendendo bene, Cinciarini era alla rimessa e non trovava sbocchi. Forse stavamo per commettere infrazione di 5 secondi, poi mi ha guardato, ha trovato uno spiraglio e come la palla mi è arrivata ho tirato».
Come aveva “battezzato” il tiro?
«Era ben indirizzato ma mi sono reso conto subito che era troppo lungo. Non era facile tirare in quel modo. Temevo di calpestare la riga di bordo campo e credevo di avere il difensore proprio attaccato. Forse avrei potuto fintare o trovare una soluzione migliore. Ma non ha molto senso parlarne».
Anche perché Reggio Emilia non ha perso lo scudetto in quella azione.
«No, decisamente no. L’abbiamo perso, anzi, avremmo dovuto vincerlo in gara6, dove siamo stati veramente a un tanto così dal successo. Se devo scegliere un momento in cui lo scudetto ha iniziato a sfuggirci di mano, è stato proprio in quella partita quando Logan ha messo dentro la tripla che ha aperto la loro rimonta. E poi abbiamo rovinato tutto negli ultimi 5 minuti di gara 7».
Cosa ha avuto la Dinamo più di voi?
«Avavano più talento a livello individuale, con giocatori in grado di fare canestro in qualsiasi situazione. Riuscivi a bloccare Logan e c’era Dyson, poi difendevi bene e spuntava Sanders, altrimenti c’era Lawal. Noi abbiamo avuto problemi di ogni genere e ogni volta abbiamo tirato fuori qualcosa in più, lavorando e aggiustando tutto. Al di là di tutto, sono veramente fiero di quello che abbiamo fatto».
Ha ricevuto qualche messaggio da Sassari?
«Dopo la partita ho parlato con Meo, Stefano, Federico, Citro, ma anche con Vanuzzo, Chessa e altri. È difficilissimo per me metabolizzare questa sconfitta, ma sono felice per loro e sono fiero di loro. Io c’ero quando la Dinamo era ben lontana da questi livelli e vedere i miei amici arrivare così in alto è comunque una piccola consolazione».
Cosa le ha detto suo cugino Travis dopo la finale?
«Mi ha detto di sbrigarmi a tornare a casa per andare a giocare a golf. Figuriamoci se stavo pensando al golf...».
Si è parlato dei cugini Diener di nuovo insieme ad Avellino. Fantabasket?
«No, almeno per quanto riguarda me. Io ho avuto un contatto che non si è concretizzato».
Con Reggio è finita male.
«Con coach Menetti mi sono lasciato bene, la stima è reciproca anche se hanno fatto altre scelte. Io a Reggio ho dato tutto quello che potevo, non ho avuto problemi con nessuno e sono rientrato dall’infortunio due settimane prima del previsto per giocare la finale».
Dove giocherà questa stagione?
«Ancora non lo so. Fisicamente sto bene, ci sono alcune trattative e vedremo che scelta fare. Il campo? Sì, ho bisogno di tornarci presto».
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