Torres, prima vittoria Si resta in Lega Pro
Cade l’accusa di responsabilità diretta, -2 punti in classifica
SASSARI. La Torres ha vinto la prima partita della nuova stagione. Il Tribunale della Figc ha respinto le richieste della Procura è ha assolto il club sassarese dall’accusa di frode sportiva. Sassari (e la Sardegna) salvano il posto in Lega Pro e domenica 6 settembre, saranno regolarmente al via del campionato. La sentenza smentisce completamente i teoremi portati in aula Stefano Palazzi. Non ci sono prove che la società abbia aggiustato l’unica partita finita nel calderone delle indagini ((un Pisa-Torres di coppa Italia) nè che l’abbiano fatto il presidente del club rossoblù Domenico Capitani, l’ex direttore generale Enzo Nucifora e l’ex allenatore Massimo Costantino. Non ci sono elementi che avallino la combine e cade l’accusa principale, quella della responsabilità diretta della società sassarese.
Restano in piedi imputazioni minori (e personali) che il Tribunale ha sanzionato in maniera molto più leggera di quanto chiesto dall’accusa. Capitani sconterà due anni di squalifica e dovrà pagare 25 mila euro di multa per essersi lasciato tentare da chi aveva organizzato le scommesse su Pisa-Torres. Nucifora e Costanino resteranno fermi tre mesi (con una multa di 15 mila euro) per aver saputo della scommessa e non averlo denunciato alla Procura federale.
La sentenza restituisce dignità professionale all’ex direttore generale e all’ex allenatore e rende giustizia a un club che rischiava di precipitare nell’inferno dei dilettanti per una ingenuità clamorosa. La storia ha preso il via quando la Torres decise di mandare a Pisa una squadra imbottita di giovanissimi per una sfida di coppa Italia messa in calendario a tre giorni dall’avvio del campionato. Sulla quella gara dal risultato scontato si concentrò un giro di scommesse anomalo e le attenzione degli inquirenti. Alla vigilia Capitani, Nucifora e Costantino furono contattati da Ercole Di Nicola (procuratore sportivo e ds dell’Aquila) che chiedeva conferme sulla formazione. Nelle telefonate si intuiscono le intenzioni di Di Nicola ma si coglie anche la buona fede della Torres.
Su questo ha fatto leva la difesa, affidata all’avvocato Antonio De Rensis, che ha dimostrato che la formazione della squadra rossoblù era stata decisa ben prima delle telefonate sospette (il legale ha esibito i biglietti aerei della squadra e le copie dei giornali che parlavano di Pisa-Torres) riuscendo a demolire l’accusa di combine. Resta l’omessa denuncia, ma è poca cosa rispetto al marciume venuto fuori in questi mesi di indagini delle Procure di Catanzaro e Catania. E non a caso – fatta eccezione per la Torres e la Vigor Lametia - le sentenze di primo grado emesse ieri mattina sono pesanti per tutti i club coinvolti nell’inchiesta Dirty Soccer. Il Catania ripartirà dalla Lega Pro con 12 punti di penalizzazione, il Teramo e il Savona precipitano in Serie D. Puniti anche dirigenti e calciatori. Tra i più noti ai tifosi sardi Nini Corda (che dovrà scontare due anni di squalifica) e Marco Cabeccia accusato di omessa denuncia e condannato a 6 mesi di squalifica e 30 mila euro di multa.
Sia i condannati, sia il procuratore Stefano Palazzi hanno prennunciato che appelleranno la sentenza. E lo stesso farà la Pro Patria (uscita dall’inchiesta per il rotto della cuffie) candidata a prendere il posto della Torres in Lega Pro. Gli appelli saranno discussi entro il 28 di agosto in modo da arrivare alla seconda sentenza prima della scadenza del mese. Il 27 saranno comunque varati i calendari. E la Torres - contro tutti e contro tutto - ci sarà.
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