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La Fraser-Pryce vola I 100 sono tutti giamaicani

La Fraser-Pryce vola I 100 sono tutti giamaicani

Dopo l’oro di Usain Bolt arriva anche quello della regina con le treccine Clamoroso flop nell’asta del primatista mondiale Renaud Lavillenie, solo terzo

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PECHINO. Treccine verdi, una coroncina di fiori gialli in testa e il terzo oro mondiale di una carriera che ne ha fatto la regina dei 100 metri: Shelly-Ann Fraser-Pryce. Sempre a Pechino, come nel 2008 quando su questo manto rosso c'era in palio l'oro olimpico. Dopo il fulmine Bolt, la Giamaica scaglia la sua saetta sul rettilineo del Bird's Nest in un travolgente 10.76, preceduto da un 10.82 in semifinale. La notizia del giorno, però, è anche l'argento dell'olandese Dafne Schippers che migliora il record nazionale a 10.81 (due ore prima in semifinale lo aveva già portato a 10.83) e fa irrompere prepotentemente l'Europa sul podio della rassegna iridata davanti alla statunitense Tori Bowie (10.86).

Primatista mondiale senza ancora mai essere campione del mondo. È una vera e propria maledizione quella che perseguita Renaud Lavillenie. Il francese inizia la sua finale dell'asta con un 5,80 che sembra un gioco da ragazzi. A 5,90 per lui si alza un muro invalicabile: un errore dopo l'altro e al collo una medaglia (ex aequo con il polacco Wojciechowski) che più del bronzo ha il colore dell'incompiuta. Oro (e quarta medaglia canadese a Pechino 2015) per Shawnacy Barber con 5,90 superato alla prima (come tutte le quote precedenti). Stessa misura, ma alla terza prova, per l'ex iridato tedesco Raphael Holzdeppe che stavolta rimane un gradino più in basso. Se c'è invece un atleta che dal 2009 ad oggi non ha mai perso un Mondiale è Ezekiel Kemboi. Anche in Cina, il 33enne keniano mette il turbo nel finale e si prende la vittoria nei 3000 siepi in 8:11.28. Dopo il traguardo scatta puntualmente il suo giocoso siparietto fatto di balletti e smorfie alle telecamere. Con un palmares di 4 ori mondiali e 2 olimpici può permetterselo. Solo Kenya sul podio completato dalla coppia di Kipruto: secondo Conseslus (8:12.38) e terzo Brimin (8:12.54) seguiti dal connazionale Birech (8:12.62). Un altro oro il Kenya lo ha preso nei 10.000 donne, con Vivian Cheruiyot, che ha messo in fila l'etiope Burka e l'ottima americana Infeld. Nel triplo donne, guai a provare a mettere il naso davanti a Caterine Ibarguen. La pantera colombiana non perdona e, come a Mosca 2013, tramuta in oro la sabbia della pedana con 14,90. Potrà succedere di tutto domani in finale nei 400 metri degli uomini. Intanto il primatista africano Isaac Makwala con una gara tutta da frontman chiusa in 44.11 si rivela il più veloce delle semifinali.

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