«Azzurri favoriti la Turchia è inferiore»
«L’Italia è superiore a questa Turchia. Il pronostico mi sembra scontato». Bogdan (Boscia) Tanjevic è uomo di estrema schiettezza e giudizi lapidari. Per lui il primo atto dell’Europeo azzurro,...
«L’Italia è superiore a questa Turchia. Il pronostico mi sembra scontato». Bogdan (Boscia) Tanjevic è uomo di estrema schiettezza e giudizi lapidari. Per lui il primo atto dell’Europeo azzurro, stasera alle 21 a Berlino contro i turchi, non potrà che essere «normalmente vittoria». Non esiste, del resto, un giudice migliore. Ha conquistato alla guida dell’Italia l’oro europeo nel 1999 in Francia. Era la Nazionale di Myers, Andrea Meneghin e Fucka. Ha guidato la Turchia a un argento mondiale nel 2010 e nello sfortunato Europeo sloveno 2013 quando dopo un’ inattesa e precoce eliminazione si dimise da ct.
«L’Italia mi sembra decisamente più attrezzata rispetto a una Turchia probabilmente inferiore a quella di due anni fa e che sta attraversando un momento di svolta generazionale. Ci sono giovani che si stanno affacciando ad alto livello e provano a coesistere con giocatori esperti e in qualche caso anche logori, tra infortuni e stagioni Nba. L’Italia, al confronto, ha una fisionomia più definita e maggior talento».
Gli azzurri possono davvero ambire a essere protagonisti?
«Sicuramente. Li vedo in grado di conquistare uno fra i primi sei posti. Con l’Italia la Francia, la Spagna, la Serbia, la Croazia e la Grecia».
Nessuna rappresentativa baltica tra le sue favorite, possibile?
«La Lituania mi sembra più debole rispetto ad altre edizioni. Dirò di più: nonostante tutto, le preferisco anche questa Turchia».
Torniamo all’Italia. Su chi vale la pena fare più affidamento?
«Tutti. L’ho seguita durante il torneo di Trieste: l’organico giusto per gestire al meglio le energie. Si parla giustamente dei giocatori reduci dalla Nba – Gallinari ha enorme talento ma la disponbilità a servire la squadra, Datome lo stimo e lo conosco bene per averlo avuto un anno a Roma, Belinelli lo vorrei in tutte le mie squadre e Bargnani deve solo recuperare la condizione migliore – ma ce ne sono tanti altri che mi piacciono. Della Valle, ad esempio. O Polonara. Super. Che energia».
C’è poi quel Gentile per il quale ha avuto sempre un occhio di riguardo.
«Per forza. L’ho visto bambino quando allenavo papà Nando. Sandro è in continua crescita tecnica ed è un elemento di grande spessore».
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